Carceri: gia' 800 domande di "messa alla prova" in Liguria

(AGI) - Genova, 19 Ott. - Sono state 800 tra il 2014 e il 2015le richieste di "messa alla prova" avanzate in Liguria dapersone che, avendo commesso reati lievi, con pene detentivepreviste pari ad un massimo di 4 anni, hanno chiesto lasospensione del procedimento penale per poter svolgere lavorisocialmente utili, con la garanzia dell'estinzione del reato.Il 30 per cento sono giovani sotto i 30 anni. Per far fronte atutte le istanze e' stato siglato oggi a Genova un protocollod'intesa che mette in rete Regione Liguria, Anci Liguria,Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria e

(AGI) - Genova, 19 Ott. - Sono state 800 tra il 2014 e il 2015le richieste di "messa alla prova" avanzate in Liguria dapersone che, avendo commesso reati lievi, con pene detentivepreviste pari ad un massimo di 4 anni, hanno chiesto lasospensione del procedimento penale per poter svolgere lavorisocialmente utili, con la garanzia dell'estinzione del reato.Il 30 per cento sono giovani sotto i 30 anni. Per far fronte atutte le istanze e' stato siglato oggi a Genova un protocollod'intesa che mette in rete Regione Liguria, Anci Liguria,Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria eTribunali con l'obiettivo di favorire il processo di inclusionesociale e aumentare le opportunita' occupazionali, coinvolgendotutti i Comuni nell'organizzazione di lavori socialmente utili."L'istituto giuridico della messa alla prova - ha spiegatoMarina Orsini, presidente della I sezione del Tribunale diGenova - ha determinato un gran numero di richieste, ben 800 inun solo anno tra Genova e Savona. Per questo si e' resonecessario aumentare le possibilita' di lavori socialmenteutili nei territori dei comuni, anche piccoli, in modo da poterfar fronte a queste domande, legate geograficamente ai luoghiin cui risiedono le persone che intendono avvalersi di questoistituto". Ad occuparsi delle pratiche e' l'Uepe, Ufficio diesecuzione penale, che pero', a causa della carenza diorganico, e' riuscito ad espletare solo 300 pratiche. "Lacarenza di organico negli uffici che si occupano di istruire lepratiche - ha aggiunto il magistrato e' legata al fatto che, afronte di una riforma molto importante perche' va nelladirezione di una giustizia riparativa ed educativa anziche'repressiva, non si e' avuto il coraggio di investire adeguaterisorse. L'Uepe si e' trovato cosi' a dover istruire tuttequeste domande con lo stesso organico con cui prima affrontavauna mole di lavoro di molto inferiore. L'auspicio - ha conclusoOrsini - e' che questa sperimentazione, visto il successo della"messa alla prova", determini un aumento dell'organicodell'Ufficio dell'esecuzione penale". (AGI)Ge2/Sep