Alluvione Genova:difesa Paita, Comune non controllo' applicazione

(AGI) - Genova 14 lug - "Tutte le norme regionali prevedono che l'attivita' di p...

(AGI) - Genova 14 lug - "Tutte le norme regionali prevedono che l'attivita' di protezione civile venga organizzata attraverso la struttura governata dalla dirigente del settore. Era stato comunque dato un avviso meteorologico che ha valenza di protezione civile, come per altro aveva ribadito l'ex capo della protezione civile Franco Gabrielli quando era stato richiesto dai pm. Tra l'altro questo avviso aveva la capacita' di attivare un'ordinanza che il comune di Genova aveva emesso nel 2012, ordinanza che si applica non solo in caso di allerta 1 e di allerta 2, ma anche in caso di avviso di temporali, e che dispone tutta una serie di misure comprese quelle di autoprotezione dei cittadini. Quindi era in vigore quell'ordinanza. Queste cose la gente forse non le ha fatte ma il comune non ha nemmeno controllato che le facesse". Lo ha sostenuto Andrea Corradino, avvocato difensore di Raffaella Paita, ex assessore regionale alla protezione civile, nell'ambito dell'udienza preliminare nel processo per l'alluvione del 9 ottobre 2014 a Genova. Paita e' accusata, insieme all'ex dirigente regionale di protezione civile di omicidio colposo per la morte dell'ex infermiere in pensione Antonio Campanella, e di disastro colposo per i danni subiti dalla citta'. L'ex assessore, attuale capogruppo del Pd in Regione Liguria ha scelto il rito abbreviato a differenza di Minervini. Per lei, lo scorso maggio, l'accusa aveva chiesto 2 anni e 8 mesi. Oggi e' stata chiesta dal difensore l'assoluzione. Durante l'arringa, il legale ha ribadito che Paita non fosse titolare di una posizione di garanzia, cioe' che non fosse destinataria di obblighi giuridici, ne' avesse il potere di dare l'allerta. "Su questo i pm convengono", spiega Corradino.
"A Paita i pm contestano il fatto che non si sia attivata nei confronti del dirigente di protezione civile Gabriella Minervini per farle dare l'allerta. Ma se l'avesse fatto, se avesse obbligato un funzionario o un dirigente a compiere un atto che il dirigente riteneva di non compiere, avrebbe rischiato anche di commettere un reato", ha sottolineato l'avvocato. L'udienza e' stata rinviata al 21 ottobre. (AGI)
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