Truffe: Latina, nei guai 2 commercialisti ed ex di Equitalia

(AGI) - Latina, 25 nov. - Una truffa da due milioni di euroquella accertata dagli uomini del comando provinciale dellaGuardia di Finanza di Latina nell'ambito di una inchiesta,conclusa nei giorni scorsi con la notifica degli avvisi diconclusione delle indagini nei confronti di due fratellicommercialisti di Terracina e ad un messo di Equitalia. Gliaccertamenti degli inquirenti, coordinati dal sostitutoprocuratore Giuseppe Miliano, erano stati avviati un paio dianni fa con le ipotesi di reato di falso, truffa, ricettazionee appropriazione indebita oltre che di associazione perdelinquere. Secondo quanto riferito dalle vittime aifinanzieri,

(AGI) - Latina, 25 nov. - Una truffa da due milioni di euroquella accertata dagli uomini del comando provinciale dellaGuardia di Finanza di Latina nell'ambito di una inchiesta,conclusa nei giorni scorsi con la notifica degli avvisi diconclusione delle indagini nei confronti di due fratellicommercialisti di Terracina e ad un messo di Equitalia. Gliaccertamenti degli inquirenti, coordinati dal sostitutoprocuratore Giuseppe Miliano, erano stati avviati un paio dianni fa con le ipotesi di reato di falso, truffa, ricettazionee appropriazione indebita oltre che di associazione perdelinquere. Secondo quanto riferito dalle vittime aifinanzieri, diversi contribuenti si sono visti iscrivere daEquitalia, ignari, una ipoteca sui propri beni per il mancatoversamento di imposte e contributi. Un affare da due milioni dieuro accertato tra il 2010 e il 2014: l'Iva e i contributi Inpsinvece di essere versati nelle casse dello Stato venivano fatticonfluire direttamente sui conti correnti dei professionistiincaricati dei versamenti che, davanti ai clienti, sigiustificavano rappresentando errori da parte degli ufficipubblici. Molte vittime hanno scoperto la truffa solo dopol'intervento della Guardia di Finanza. Come complice delsodalizio, secondo i finanzieri, e' stato determinante il ruolodi un impiegato di Equitalia in pensione dal 2008. L'uomo, cheavuta nella sua disponibilita' la cartella esattoriale danotificare al contribuente per il pignoramento dei beni, laconsegnava allo stesso studio professionale in modo da lasciareil cliente all'oscuro di quanto stesse accadendo. In alcunicasi i tributaristi emettevano a garanzia dell'operazioneassegni bancari privi di copertura o relativi a conti ormaichiusi. Le indagini concluse in questi giorni porteranno imagistrati a trarre le conseguenze e decidere per un eventualerinvio a giudizio. (AGI)Lt1/Bru