Mostre: Roma, rassegna sugli affreschi perduti di Pietro Gaudenzi

(AGI) - Roma, 29 set. - Una rassegna dedicata a Pietro Gaudenzie agli affreschi da lui realizzati nel Castello dei Cavalieri aRodi nell'estate del 1938, affreschi, oggi, completamenteperduti, di cui rimangono come unica testimonianza le opere,cartoni e disegni preparatori. La rassegna sara' alla Galleriadel Laocoonte, a Roma (via Monterone 13), da mercoledi' 1ottobre. Il recente sopralluogo ha confermato come,dell'importante ciclo di affreschi realizzati dal maestronell'estate del 1938, non vi e' piu' nulla, se non le nudepareti al posto dell'opera capitale nella poetica del Gaudenzi.Particolarmente significativa e', dunque, la mostra che

(AGI) - Roma, 29 set. - Una rassegna dedicata a Pietro Gaudenzie agli affreschi da lui realizzati nel Castello dei Cavalieri aRodi nell'estate del 1938, affreschi, oggi, completamenteperduti, di cui rimangono come unica testimonianza le opere,cartoni e disegni preparatori. La rassegna sara' alla Galleriadel Laocoonte, a Roma (via Monterone 13), da mercoledi' 1ottobre. Il recente sopralluogo ha confermato come,dell'importante ciclo di affreschi realizzati dal maestronell'estate del 1938, non vi e' piu' nulla, se non le nudepareti al posto dell'opera capitale nella poetica del Gaudenzi.Particolarmente significativa e', dunque, la mostra che laGalleria presenta e composta dai cartoni preparatori degliaffreschi, dai disegni, bozzetti ed una tavola ad olio,preliminari della monumentale opera perduta di Pietro Gaudenzi.Il nucleo, significativamente ricomposto dai curatori dellamostra, Marco Fabio Apolloni e Monica Cardarelli, e' l'ultimatestimonianza rimasta delle pitture murali che occupavano dueambienti, la Sala del pane e la Sala della famiglia, delmonumentale Castello sede del Governatorato italiano delDodecanneso dal 1912 al 1943. Pertanto, la rassegna dedicataagli affreschi di Gaudenzi a Rodi, vuole essere anche unrisarcimento alla memoria dell'autore. Le pitture originarie,documentate da foto d'epoca e da un cinegiornale Luce, sitrovavano al secondo piano, in sale che oggi sono escluse dallavisita. Le pareti, attualmente, mostrano solo i nudi blocchi diarenaria di cui sono composte: le pitture sono scomparse senzasperanza. Inoltre, la parete divisoria delle sale e' stataabbattuta al fine di comporre un unico ambiente, mentre imosaici del pavimento rimangono invisibili sotto una pedana dilegno coperta di moquette. (AGI) Vic (Segue)