Incendio al San Camillo, "evento inspiegabile"

Il direttore generale, mistero sulla causa del rogo. Lorenzin "rispettate procedure, ospedale assolutamente sicuro"

Incendio al San Camillo, "evento inspiegabile"
 Incendio San Camillo

Roma - L'incendio in una stanza del reparto di Medicina dell'ospedale San Camillo, costato la vita a un paziente, è "per noi un evento inspiegabile, aspettiamo le risultanze dell'inchiesta". Lo ha detto il direttore generale dell'ospedale romano, Antonio D'Urso, che questa mattina ha ricevuto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha voluto incontrare il personale sanitario presente quella notte. Tutto, ha riferito D'Urso, si è svolto secondo protocolli: "L'allarme antincendio è scattato alle 00.09 nella stanza della vittima, e subito dopo nelle altre stanze per la presenza di fumo. Immediatamente sono scattati i meccanismi di sicurezza, le porte tagliafuoco si sono chiuse ed è stato impedito che il rogo divampasse per il reparto. Gli infermieri e lo staff tecnico di soccorso, a disposizione h24, sono intervenuti nella stanza dell'incendio nel giro di pochissimi minuti". Il mistero è sulla causa del rogo: "Tutte le dotazioni della camera, dal letto ai tavoli alle coperte, è fatto di materiale ignifugo. Non abbiamo risultanze di corto circuito, e non ci sono bombole di ossigeno, visto che l'erogazione è centralizzata. Al momento non sappiamo quale possa essere stata la scintilla che ha scatenato tutto". Ora, ha confessato il direttore generale, "l'ospedale è sotto shock, siamo confusi. Abbiamo messo a disposizione uno psicologo per il paziente che condivideva la camera con la vittima, che è provato ed ha anche sensi di colpa, ovviamente immotivati, per non essere riuscito a salvare il compagno di stanza, e tutto il personale dell'ospedale puo' se vuole essere seguito da uno psicologo". Il piano di attività predisposto dall'Unita di crisi aziendale sta funzionando, ha poi precisato in una nota la direzione generale. Sono prioritariamente salvaguardate le attività oncologiche e quelle di emergenze e vengono garantite le attività elettive per i reparti di alta specialità. La direzione aziendale sottolinea inoltre che al momento dell'incidente gli infermieri presenti in reparto erano in numero congruo come previsto dalla normativa - due unità per 17 pazienti - erano operativi come certificato dalle cartelle cliniche elettroniche costantemente aggiornate e sono intervenuti immediatamente.

Lorenzin, rispettate procedure
L'incendio scoppiato la notte di sabato all'ospedale San Camillo di Roma, costato la vita ad un paziente ricoverato nel reparto di Medicina, è stato affrontato dal personale "in modo tempestivo, con grandissima professionalità. I protocolli sono stati rispettati". Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che si è recata questa mattina all'ospedale romano ed ha incontrato i sanitari ed anche il paziente che era in stanza con la vittima e che per primo ha dato l'allarme. "Medici ed infermieri - ha detto il ministro - sono stati bravissimi, una bella risposta di professionalità. Abbiamo immediatamente inviato l'Agenas ed i Nas ed è in corso una indagine sulle cause del rogo, ma possiamo dire che le procedure di allarme sono scattate nei tempi giusti ed il personale è stato encomiabile nell'affrontare un evento imprevedibile, tanto che un'ora dopo l'incendio il reparto era di nuovo pienamente operativo con tutti i malati ricollocati". E ha continuato: "Stamattina ho trascorso tutta la mattinata fin dalle prime ore al San Camillo per esprimere solidarietà agli operatori e ai vigili del fuoco che hanno lavorato attivamente riuscendo a porre in salvo tante persone. Purtroppo non sono ancora state individuate le cause dell'incendio, è morto un paziente, ma voglio assicurare alla città che l'ospedale San Camillo è assolutamente funzionante e che tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto". Stamattina "ho parlato con il compagno di stanza del paziente deceduto, con le infermiere, ancora sotto shock, con molti operatori che sono rientrati dai loro turni di riposo per aiutare i colleghi. è importante che la città sappia che ognuno ha fatto con responsabilità la propria parte e che l'ospedale ora è una struttura assolutamente sicura". (AGI)