Vino: Fvg, le Doc come elemnto per rilancio filiera produttiva

(AGI) - Roma, 10 ott. - Le Denominazioni di origine controllata dei vini del Fri...

(AGI) - Roma, 10 ott. - Le Denominazioni di origine controllata dei vini del Friuli Venezia Giulia saranno sempre piu' richieste come garanzia di qualita' dai consumatori, in particolare sul mercato estero: una grande potenzialita' che va ora pero' gestita in maniera unitaria da tutta la filiera produttiva.
E' quanto emerso dal convegno "Il valore delle Doc: cresce la viticoltura, migliora l'economia del Friuli Venezia Giulia" organizzato a Rauscedo, all'interno della manifestazione Le Radici del Vino, da Confcooperative Pordenone con Confcooperative Fedagri.
"San Giorgio - ha spiegato Luigi Piccoli, Presidente di Confcooperative Pordenone - e' il positivo esempio della vocazione cooperativistica del nostro territorio, nonche' un Comune che ha al suo interno tutta la filiera di coltivazione della vite, lavorazione dell'uva e vendita del vino curata da cooperative. In generale qui ci sono 13 cooperative operanti in vari settori, oltre 160 milioni di euro di fatturato totale, cui si aggiunge il miliardo di raccolta globale e impieghi gestiti da Friulovest, la banca di credito cooperativo. E poi piu' di 12 mila soci e 400 lavoratori, con relative famiglie, che fan riferimento alle cooperative di questo Comune. Con questa iniziativa abbiamo inteso anche sottolineare la valenza della cooperazione nell'aggregare i produttori agricoli, favorendo nel contempo il miglioramento della produzione, sia in termini qualitativi che quantitativi".
Giorgio Mercuri, presidente nazionale Fedagri Confcooperative ha sottolineato come "il vino sia l'ambasciatore all'estero dell'agroalimentare italiano", per questo "le nuove Doc Friuli e Pinot Grigio delle Venezie avranno successo come quella del Prosecco" se si risucira' in un lavoro di "sistema" in tutto il terriotrio. (AGI)
Bru