Riforme: Serracchiani,fare squadra in costruzione unioni comunali

(AGI) - Trieste, 23 set. - "Se vogliamo portare il FriuliVenezia Giulia a competere in Europa con altre regioni avanzatedobbiamo iniziare a fare davvero squadra, esercitando bene lanostra specialità. Uno spirito che deve valere anche nellacostruzione delle Uti, da parte di tutti i rappresentantiistituzionali". Lo afferma la presidente della Regione DeboraSerracchiani, intervenendo in merito all'iter di applicazionedella legge regionale istitutiva delle Unioni territorialiintercomunali. "Abbiamo scelto di rendere più forti i Comuni,associandoli. Una riforma di tale portata ha il valore aggiuntodi trovare applicazione in maniera uniforme su tutto ilterritorio regionale.

(AGI) - Trieste, 23 set. - "Se vogliamo portare il FriuliVenezia Giulia a competere in Europa con altre regioni avanzatedobbiamo iniziare a fare davvero squadra, esercitando bene lanostra specialità. Uno spirito che deve valere anche nellacostruzione delle Uti, da parte di tutti i rappresentantiistituzionali". Lo afferma la presidente della Regione DeboraSerracchiani, intervenendo in merito all'iter di applicazionedella legge regionale istitutiva delle Unioni territorialiintercomunali. "Abbiamo scelto di rendere più forti i Comuni,associandoli. Una riforma di tale portata ha il valore aggiuntodi trovare applicazione in maniera uniforme su tutto ilterritorio regionale. Molti amministratori, a prescinderedall'appartenenza, hanno colto l'importanza storica di questaopportunità e hanno scelto di essere protagonisti, guidando inprima persona il cambiamento. Altri amministratori, invece,hanno scelto il boicottaggio sistematico e di bandiera,nell'intento di bloccare tutto". "Questo ostruzionismo ècontinuato anche nella fase di scrittura e approvazione deglistatuti delle Unioni, in cui gli amministratori locali potevanoscegliere le regole di governo del territorio. Così non èavvenuto in 6 Unioni, che hanno avuto bisogno del supporto diun commissario per mediare, trovare una sintesi e approvare untesto condiviso". "I sei commissari dovevano convocare tutti isindaci dell'Unione, verificare con loro i punti di accordo,mediare tra le posizioni e, nel caso di mancato accordo,procedere all'approvazione di un testo che rappresentasse 'lavolontà della maggioranza dei sindaci presenti alla riunione'.L'intento infatti è quello di valorizzare il prezioso lavoro ela competenza dei sindaci", sottolinea Serracchiani. "Tuttidunque sono stati invitati a confrontarsi, ma se un sindacosceglie consapevolmente di disertare l'incontro decisivo perl'approvazione dello statuto, è assolutamente normale ?conclude - che chi ha preso parte alla riunione possa decidere,come avviene in qualunque consesso democratico". (AGI)