Cultura: Torrenti, teatro stabile riacquisisce ruolo regionale

(AGI) - Trieste, 6 set. - "C'e' un pubblico da tutto il Friuli Venezia Giulia ch...

(AGI) - Trieste, 6 set. - "C'e' un pubblico da tutto il Friuli Venezia Giulia che viene al Politeama Rossetti e apprezza il fatto che il teatro si sia ricollocato in una circuitazione regionale importante, riacquisendo quel ruolo che in passato aveva in qualche modo perso". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, nel corso della presentazione della stagione 2016-17 del Teatro Stabile Fvg Ben cinquanta spettacoli in un cartellone dove la prosa rappresenta il cuore pulsante dell'attivita', ma ci saranno anche i musical, la danza, le categorie riservate agli Altri percorsi e agli Eventi speciali. Nove sono le produzioni del Teatro, di cui quattro in tour nazionale. "Una stagione - ha messo in risalto Torrenti - di grande qualita', il cui importante livello artistico rappresenta gia' di per se' un successo". L'inaugurazione, prevista per il 25 ottobre, spettera' a Play Strindberg per la regia di Franco Pero': spettacolo che ha debuttato in anteprima con successo al Mittelfest di quest'anno. Torrenti, salutando il nuovo presidente del Teatro, Sergio Pacor, ha voluto ringraziare l'uscente Milos Budin, presente in sala per un simbolico e teatrale passaggio di consegne. "Budin - ha detto Torrenti - ha saputo governare virtuosamente la struttura in un momento particolarmente delicato: affrontando un cambio di direzione artistica, migliorando i bilanci e riuscendo ad ottenere un finanziamento superiore di oltre il 20 per cento sulla suddivisione del Fondo unico per lo spettacolo (Fus). Questo la dice lunga sulla stima che lo Stabile riscuote a livello nazionale". L'assessore regionale alla Cultura ha poi voluto sottolineare la capacita' del teatro di sviluppare una visione di ampio respiro, coerentemente a quello che e' il ruolo della citta' e delle Regione nel contesto italiano ed europeo. "Il Rossetti - ha concluso Torrenti - detiene nel suo dna la vocazione di perseguire un determinato obiettivo culturale ed identitario. Non inteso quest'ultimo in senso localistico, bensi' declinato nella capacita' di attuare una strategia finalizzata ad offrire al Paese la funzione nazionale ed internazionale del nostro teatro pubblico". (AGI)



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