Libri: Rai Eri, "Per mia mamma sorridere era gia' in italiano"

(AGI) - Roma, 22 feb. - "Quella mattina, dal mio balcone, vedevo le gru del nuov...

(AGI) - Roma, 22 feb. - "Quella mattina, dal mio balcone, vedevo le gru del nuovo cantiere. Un ospedale nella mia zona non si era mai visto. Per chi vive in periferia anche ammalarsi e' fuori mano, l'ambulanza non e' un diritto, e' un miracolo. E il concetto di 'approfittare' assume le tinte piu' macabre, come quando un uomo, vestito da prete, si avvicino' a mio zio, steso sulla barella: 'Avete fede?'. 'Certo, padre'. 'E mettetela in questo sacchetto insieme all'orologio'". Ci sono luoghi in cui la tua vita e' un romanzo, peccato che il lieto fine uno debba sudarselo sette camicie, e non e' mai abbastanza: e' il caso di Ciro Giustiniani, adolescenza a San Giorgio a Cremano e nel quartiere periferico di Barra, a Napoli, per proseguire con una scelta professionale piuttosto estrema con il doppio mestiere di cabarettista e sindacalista Cgil...Due attivita' difficili da conciliare. O invece piu' simili di quanto si creda? Mescolando narrazione, calembour, monologo di cabaret, con Giustiniani con il libro "Per mia mamma sorridere era gia' in italiano", edito da Rai Eri e disponibile in tutte le librerie dal 28 febbraio, prende vita un'opera originale, una storia di vita esilarante e dissacrante che fa per il proletario urbano cio' che Paolo Villaggio ha fatto per l'impiegato: si tuffa al fondo del suo sconforto per ripescarne, trionfalmente, tra un sorriso e una stretta al cuore, la tragicomica epica quotidiana. Ciro Giustiniani, nativo di San Giorgio a Cremano (patria di un altro grande artista della cultura napoletana, Massimo Troisi), ha fatto sua l'arte del monologo sin dai primi anni Duemila, quando ha iniziato a calcare il palcoscenico sia come attore di commedie sia come cabarettista. Nel 2007 e' stato insignito anche del prestigioso Premio Charlot. (AGI)
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