Droga e armi a Napoli, nel mirino le bande dei 'baby boss' 

Scacco alla paranza dei bimbi, 20 arresti a Forcella

Droga e armi a Napoli, nel mirino le bande dei 'baby boss' 
 polizia droga sequestro stupefacenti - poliziadistato

Napoli -  Lo spaccio nella zona di Forcella e della Maddalena controllato dal cartello di clan del centro storico di Napoli noto come 'paranza dei bimbi' è al centro dell'inchiesta che ha portato a 20 misure cautelari. Contestati a vertici e affiliati a vario titolo i reati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi da guerra, con l'aggravante del metodo mafioso. Tra gli arrestati c'e' anche Vincenzo Sibillo, 59 anni, pregiudicato, padre di Pasquale ed Emanuele, i baby boss della 'paranza', il primo arrestato nel dicembre dello scorso anno dopo una latitanza, il secondo ucciso in un agguato il 2 luglio 2015. Vincenzo Sibillo era fuggito a un agguato qualche tempo prima. Arrestate con lui anche tre donne, coinvolte in prima persona nel controllo delle piazze di spaccio, di fatto con ruolo apicale nel gruppo criminale formato dalle famiglie Sibillo Giuliano, Brunetti e Amirante. Delle 20 ordinanze restrittive, ne sono state eseguite 19, di cui 5 a carico di persone già detenute.

Il gip di Napoli aveva disposto il carcere per 15 indagati, a 5 aveva concesso il beneficio dei domiciliari e un indagato era destinatario di un divieto di dimora. I reati contestati sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di droga. L'indagine traccia un altro spaccato dell'ascesa del cartello e della sua contrapposizione con il clan Mazzarella, cui sta sottraendo il controllo degli affari illeciti nel centro del capoluogo campano. Nel mirino dei pm le 'piazze di spaccio' nella zona tra via Atri, piazza San Gaetano, via San Gregorio Armeno e il Duomo. Il padre dei baby boss, dicono i pm, insieme ad Alessandra Riccio, Salvatore Cedola e Antonio Esposito controllava l'attivita' e assicurava i rifornimenti ai titolari delle 'piazze' tra cio Domenico Giaquinto. Interi nuclei familiari, secondo una struttura tipica della camorra, erano coinvolti nello spaccio, e alle donne era demandato lo smistamento e approvvigionamento di cocaina, hashish e marijuana. Nel corso delle indagini, arrestati diversi corrieri. Le intercettazioni hanno permesso anche di sequestrare una piantagione di marijuana realizzata dal cartello in una chiesta sconsacrata del '700, quella del Santissimo Crocifisso nel rione Sanita'.  (AGI)