TERREMOTO: MONS. D'ERCOLE, PENSARE AD UN "PROGETTO SOCIALE"

(AGI) - L'Aquila, 4 mar. - "E' necessario pensare ad un'progetto sociale' per i nuovi insediamenti abitativi, nati perdare un tetto agli sfollati, dove non mancano solo i luoghi diculto ma anche spazi aggregativi e servizi. Una preoccupazioneche accomuna l'arcidiocesi di L'Aquila e Caritas italiana chesono pronte a fare la loro parte per migliorare la situazione"."Entro la prossima settimana - ha spiegato al Sir (servizio diinmformazione religiosa), mons. Giovanni D'Ercole, vescovoausiliare di L'Aquila - concluderemo uno studio sulle nuovearee del progetto Case e dei Map (le casette ndr). Unamappatura di

(AGI) - L'Aquila, 4 mar. - "E' necessario pensare ad un'progetto sociale' per i nuovi insediamenti abitativi, nati perdare un tetto agli sfollati, dove non mancano solo i luoghi diculto ma anche spazi aggregativi e servizi. Una preoccupazioneche accomuna l'arcidiocesi di L'Aquila e Caritas italiana chesono pronte a fare la loro parte per migliorare la situazione"."Entro la prossima settimana - ha spiegato al Sir (servizio diinmformazione religiosa), mons. Giovanni D'Ercole, vescovoausiliare di L'Aquila - concluderemo uno studio sulle nuovearee del progetto Case e dei Map (le casette ndr). Unamappatura di quella che e' la situazione e una proposta perl'inserimento organico di servizi sociali, economici, religiosie culturali". All'interno di ogni area la Protezione Civileaveva previsto la destinazione del 30-40% della superficie aservizi ma ad oggi non e' ancora stato realizzato nulla."Grazie al sostegno della Caritas, della Cei e di altridonatori privati - continua mons. D'Ercole - abbiamo le risorsedisponibili per realizzare subito alcuni centri per lacomunita'. I progetti sono gia' da tempo nelle sedi competentidei Comuni ma stiamo aspettando l'autorizzazione a partire".Sono 21 i nuovi insediamenti nel solo Comune di L'Aquila per untotale di circa 15 mila persone. "La mancata realizzazione dicentri per la comunita' nei villaggi - spiega al Sir, DaniloFeliciangeli di Caritas Italiana - non e' dovuta ne allamancanza di fondi ne di progetti, ma alle difficolta' diottenere le autorizzazioni". Ad oggi Caritas italiana harealizzato tre centri per la comunita' a San Vito, Arischia eBagno mentre uno e' in via di ultimazione a San Giacomo. Aquesti si aggiungono altri interventi come la sede Caritas etre scuole, in via di ultimazione, a Fossa, Ocre e Roio Poggio."Finita la fase di emergenza - continua Feliciangeli - con ilpassaggio delle competenze dalla Protezione Civile al nuovocommissario Chiodi, i Comuni si sono riappropriati delle poteredi indirizzo e quindi spetta ai Consigli comunali decidere ladestinazione d'uso della aree da destinare a servizi neisingoli insediamenti. Questo e' senz'altro positivo perche'rimette le comunita' al centro delle decisioni ma rende tuttele procedure piu' lente, perche' si devono attendere i varipassaggi dell'iter burocratico e questo sta rallentando larisposta ai bisogni delle popolazione". Ad oggi Caritasitaliana ha investito in progetti circa un terzo dei 35 milionidi euro frutto della raccolta nelle diocesi italiane e dei 5milioni messi a disposizione della Cei. (AGI)Com/Ett