Terremoto: Bracco, mie abitazioni a disposizione per sfollati

(AGI) - L'Aquila, 125 ago. - "Consultandomi con la mia famiglia che vive in Piem...

(AGI) - L'Aquila, 125 ago. - "Consultandomi con la mia famiglia che vive in Piemonte e dopo aver visto dal vivo cio' che e' accaduto ad Accumoli, io e i miei genitori abbiamo deciso di ospitare nei nostri appartamenti, per tutto il tempo che sara' necessario, alcune persone che hanno vissuto l'inferno del terremoto". Sono queste le parole con le quali il consigliere regionale abruzzese di Sinistra italiana Leandro Bracco ha spiegato alcuni dei motivi che insieme ai suoi familiari lo hanno spinto a mettere a disposizione la propria abitazione a chi ha perso tutto nel terrificante terremoto che alle 3.36 di iei ha devastato le esistenze di migliaia di persone. "Anche a Roseto il sisma e' stato percepito nettamente - commenta Bracco - Sono subito uscito di casa e il lungomare era pieno di persone impaurite. Ho deciso immediatamente di andare a vedere con i miei occhi cio' che era accaduto. Su Rainews24 veniva detto che l'epicentro era stato localizzato fra il Reatino e l'Ascolano. Mi sono messo in macchina destinazione Accumoli. Arrivato nel piccolo Comune in provincia di Rieti, mi sono imbattuto in un paese che sembrava essere stato bombardato. Case sventrate, giovani che girovagavano senza punti di riferimento, anziani seduti sul bordo della strada che avevano lo sguardo rivolto nel vuoto e spento. E poi una quantita' infinita di macerie. Dappertutto". "Ho telefonato ai miei genitori e la decisione e' stata presa in tempo reale. Bisognava fare qualcosa". "Mia madre, trapanese di nascita, aveva 22 anni quando ha vissuto sulla propria pelle il dramma del terremoto del Belice. Era la notte fra il 14 e il 15 gennaio del 1968. Un terremoto devastante, della stessa magnitudo di quello che ha distrutto Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, sconquasso' la Sicilia occidentale. I morti furono circa 300, mille i feriti, 70mila gli sfollati. Quattro paesi furono rasi al suolo: Gibellina, Poggioreale e Salaparuta in provincia di Trapani, Montevago nell'Agrigentino. Mia madre - ricorda il consigliere - insieme a tutta la sua famiglia decise di trasferirsi in Piemonte dove venne ospitata per diverso tempo da alcuni parenti. Nel Biellese si costrui' il suo futuro, inizio' a lavorare in fabbrica e proprio in fabbrica conobbe mio padre. Ascoltando i vari telegiornali, sono purtroppo numerosissime le persone la cui esistenza e' stata stravolta: figli che si ritrovano orfani, mariti che hanno perso le mogli, donne rimaste vedove, anziani che si sono si' salvati ma ai quali il destino ha strappato tutti gli affetti. Io e la mia famiglia, nel nostro piccolo - prosegue il Bracco - vogliamo provare a dare quel po' di calore e affetto di cui quella povera gente ha estremo bisogno. I miei genitori vivono in un appartamento a Candelo, Comune di 8mila abitanti in provincia di Biella e possono ospitare due persone. Io invece risiedo a Roseto e a casa mia possono trovare ospitalita' al massimo tre persone. Chi fosse interessato, basta che mi contatti su Facebook o che mi invii una mail a leandro.bracco@crabruzzo.it Ci rendiamo conto che il nostro aiuto non puo' che essere una goccia nel mare ma siamo anche fermamente convinti - commenta infine il consigliere regionale - che il calore dei rapporti umani e di conseguenza di una casa non puo' che essere il primo, e forse piu' importante, tassello di chi si vuole ricostruire una vita". (AGI)
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