Ricerca: stazione Lter Gran Sasso sotto gli occhi del mondo

(AGI) - L'Aquila, 25 set. - Martedi' prossimo, 29 settembre, apartire dalle ore 9, ricercatori provenienti da tutto il mondovisiteranno la Stazione Lter (network di ricerca ecologica alungo termine) del Gran Sasso d'Italia gestita dal CorpoForestale dello Stato. I rappresentanti di 38 Reti nazionali diRicerca Ecologica a Lungo Termine dei cinque Continenti, datutta l'Europa, dalla Cina, dal Giappone, dall'Africa, dalNordamerica e dall'Australia, al termine del meetinginternazionale della Rete Lter che per la prima volta si tienein Italia, saliranno fino ai 2300 metri di quota della Stazionedi Monte Portella, dove gli

(AGI) - L'Aquila, 25 set. - Martedi' prossimo, 29 settembre, apartire dalle ore 9, ricercatori provenienti da tutto il mondovisiteranno la Stazione Lter (network di ricerca ecologica alungo termine) del Gran Sasso d'Italia gestita dal CorpoForestale dello Stato. I rappresentanti di 38 Reti nazionali diRicerca Ecologica a Lungo Termine dei cinque Continenti, datutta l'Europa, dalla Cina, dal Giappone, dall'Africa, dalNordamerica e dall'Australia, al termine del meetinginternazionale della Rete Lter che per la prima volta si tienein Italia, saliranno fino ai 2300 metri di quota della Stazionedi Monte Portella, dove gli ecologi del Corpo Forestale delloStato illustreranno le ricerche in corso. Sono invitati adassistere all'evento tutti i cittadini e i giornalisti, chepotranno rivolgere domande agli esperti direttamente sul campo.La Stazione di ricerca ecologica a lungo termine del Gran Sassod'Italia, con i sui 2200-2300 metri di quota, e' una delle piu'elevate d'Italia. Si trova nel Parco nazionale del Gran Sasso eMonti della Laga e fa parte del macro-sito Lter-Italia"Appennini: ecosistemi di alta quota", che comprende altre treStazioni di ricerca, sull'Appennino Abruzzese (Velino eMajella) e sull'Appennino Tosco-Emiliano. Si tratta di unambiente molto severo, con temperature estreme sotto lo zeroper oltre otto mesi l'anno ed innevamento prolungato fino a seimesi all'anno. Dal 1986 gli ecologi, prima delle Universita' diRoma e dell'Aquila ed ora del Corpo Forestale dello Stato,studiano con continuita' lo stato della vegetazione di altaquota, analizzando tutte le specie vegetali presenti in areefisse di campionamento, dove effettuano rilevamenti periodiciuna volta l'anno. Dal 2006, gli stessi ecologi studiano lepresenze dei rari uccelli di alta quota, effettuandone ilmonitoraggio una volta alla settimana. E dal 2013 si e'cominciato a studiare direttamente anche la neve e ilmicroclima, attraverso apparecchi automatici di rilevamentodella temperatura. Dai primi trent'anni di osservazioni sullavegetazione, emerge una chiara tendenza all'adattamentoall'aridita' delle comunita' vegetali d'alta quota, nelle qualie' in corso un processo di graduale degenerazione, con fortediminuzione delle rare specie adattate ai climi piu' freddi el'invasione di quelle piu' termofile: si tratta verosimilmentedegli effetti del generale cambiamento climatico osservato intutta l'Italia Centro-Meridionale negli ultimi 50-60 anni che,in alta montagna, si esprime soprattutto attraverso la forteriduzione della durata del manto nevoso. (AGI)Ett