Referendum: Possibile, riforma mortifica autonomie locali

(AGI) - L'Aquila, 10 ott. - "Questa e' una Riforma che non semplifica, ma compli...

(AGI) - L'Aquila, 10 ott. - "Questa e' una Riforma che non semplifica, ma complica ulteriormente le cose"": puo' essere la sintesi dell'incontro pubblico che si e' tenuto nel capoluogo regionale, nell'ambito degli incontri che Possibile sta tenendo in tutta Italia, sulle ragioni del No al referendum costituzionale e sulle alternative possibili. Ospite del comitato aquilano e' stato il deputato Luca Pastorino, che molti ricordano anche per essere stato il candidato della sinistra alla presidenza della Liguria, lo scorso anno. Il tema dell'approfondimento su Costituzione e riforma e' stato, in particolare, il rapporto tra Stato, Regioni ed autonomie locali. Pastorino, anche con la propria esperienza di sindaco, ha aperto l'incontro ricordando che "la riforma va contro il dettato dall'articolo 5 della Costituzione, che prevede che la Repubblica "riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il piu' ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento". "E invece -afferma il deputato ligure- cosi' si vogliono riaccentrare moltissime materie allo Stato. Questa riforma mortifica le autonomie locali, creando per altro, differenze che oggi non ci sono; cio' al di la' della composizione del Senato". Paolo Della Ventura, del comitato aquilano di Possibile e coordinatore provinciale per il No, ha ricordato che "con il nuovo Senato ben 10 Regioni avrebbero due senatori, di cui un consigliere regionale ed un sindaco. I cui criteri di elezione, non si sa come saranno definiti tra quelli proporzionali del testo della riforma e le leggi elettorali maggioritarie regionali". Della Ventura ha anche ricordato che il Decreto del Presidente del Consiglio del 10 agosto scorso e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 5 ottobre, "nell'ottica lunga dello Sblocca Italia, ha autorizzato la realizzazione di nuovi inceneritori, di cui uno anche in Abruzzo. Ecco queste, politica energetica e tutela ambientale, saranno due delle materie su cui le Regioni non potranno piu' dire la propria, per esempio, decidera' lo Stato e basta, alla faccia dell'articolo 5". "Con le "disposizioni generali e comuni" dello Stato che prevede il nuovo articolo 117, - ha proseguito Pastorino - di fatto si svuotano completamente le funzioni delle Regioni. In piu', la modifica del terzo comma del 116 crea un regionalismo differenziato che oggi non c'e'. L'invito che facciamo sempre - ha concluso il deputato di Possibile - e' quello di leggere il testo della riforma: sono 40 articoli e ci si rende conto anche di come sia scritta male sotto il profilo dell'italiano". (AGI)


Red/Ett