Referendum: nasce in Abruzzo "libero comitato" per dire no

(AGI) - Pescara, 18 lug. - Sono quaranta i componenti del comitato referendario ...

(AGI) - Pescara, 18 lug. - Sono quaranta i componenti del comitato referendario nato per dire "no" alle riforme costituzionali e presentato, questa mattina, a Pescara, presso la sede del Consiglio regionale dell'Abruzzo. "Un libero comitato orizzontale, senza simboli di partito, che parte dal basso e che vuole essenzialmente coinvolgere amministratori e cittadini, e non solo quelli che si riconoscono nei partiti ufficiali di centrodestra", ha sottolineato il vice presidente del Consiglio, Paolo Gatti, nel corso della conferenza stampa. "Abbiamo preso questa iniziativa - ha spiegato Gatti- per comunicare tutte le ragioni del no ad una riforma che e' gia' sbagliato definire riforma, che non riduce i costi della politica, non migliora l'efficienza dello Stato e che rappresenta in pratica soltanto uno specchietto per le allodole". "Tra tutti i comitati che si stanno formando, questo e' quello al quale ho aderito con maggiore partecipazione - ha aggiunto il capo gruppo di Fi in Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. "E' complicato infatti far capire i contenuti nascosti in questa riforma e credo che un comitato composto da persone facilmente raggiungibili, amministratori e sindaci possa essere un'arma molto importante per vincere questa sfida". Tra i quaranta amministratori presenti, provenienti dalle quattro province abruzzesi, anche il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, che ha espresso il suo "no contro questa riforma autoritaria, dettata da qualcuno che tiene alla poltrona e solo per questo tendera' a farla approvare. Noi invece - ha aggiunto Di Primio - vorremmo una riforma che sia alla portata dei cittadini, che difenda i territori e che esalti le peculiarita' italiane e non una riforma, come quella sulla quale bisognera' esprimersi, che fintamente dice di risparmiare ma in realta' non risparmia quasi nulla; dice di semplificare, quando in realta' vengono aggravati i processi normativi. Quindi una riforma, quella voluta da Renzi, che non fa null'altro che dare piu' forza ai partiti, alle segreterie politiche e all'uomo solo al comando". Anche per l'aquilano Guido Liris, capogruppo di Fi al Consiglio regionale - e' necessario dire no alla riforma costituzionale anche per "dire no alla violenza e all'autoreferenzialita' di chi non e' mai stato votato, non e' mai stato eletto e adesso chiede di fatto una fiducia ai cittadini italiani prendendoli in giro con promesse che non hanno alcun fondamento". (AGI)
Ett