Province: Di Marco, riforma Delrio a rischio con legge stabilita'

(AGI) - Pescara, 21 ott. - "Se l'impatto della Legge distabilita' sulle Province non viene modificato in Senato,allora non possiamo piu' garantirne l'attuazione della leggeDelrio" . Lo ha dichiarato Antonio Di Marco, intervenendoall'Esecutivo dei Presidenti di Provincia tenutosi ieri a Roma.Il presidente della Provincia di Pescara, al suo rientrodall'esecutivo nazionale dell'UPI, nel corso del quale si e'discusso della legge di Stabilita' 2016/2018, non nascondeamarezza e pessimismo. "Non possiamo piu' garantirel'attuazione della Legge di riordino degli enti di area vasta,in quanto e' innanzitutto il Governo a dimostrare di noncrederci". La

(AGI) - Pescara, 21 ott. - "Se l'impatto della Legge distabilita' sulle Province non viene modificato in Senato,allora non possiamo piu' garantirne l'attuazione della leggeDelrio" . Lo ha dichiarato Antonio Di Marco, intervenendoall'Esecutivo dei Presidenti di Provincia tenutosi ieri a Roma.Il presidente della Provincia di Pescara, al suo rientrodall'esecutivo nazionale dell'UPI, nel corso del quale si e'discusso della legge di Stabilita' 2016/2018, non nascondeamarezza e pessimismo. "Non possiamo piu' garantirel'attuazione della Legge di riordino degli enti di area vasta,in quanto e' innanzitutto il Governo a dimostrare di noncrederci". La legge di Stabilita', infatti, prevede per leProvince il taglio di 650 milioni di euro, a fronte di untrasferimento di 150 milioni di euro, mentre per le Citta'Metropolitane i tagli previsti di 250 milioni di euro vengonoreintegrati con parti trasferimento di fondi. Inoltre nonvengono previste la razionalizzazione e la semplificazione delsistema degli enti strumentali, che avrebbero dovuto esseregestiti dalle aree vaste, ne' viene introdotta la centraleunica di committenza. Insomma, dalla lettura della Finanziaria,il Governo mostra di non credere affatto nel futuro delleProvince e nella possibilita' di trasformarle in Entiterritoriali efficienti, mentre dimostra di tenere conto dellecitta' metropolitane, che rappresentano il 30% del territorio,contro il 70 che e' ancora in mano alle Province. "Il Governono da' risposte a quanto da noi richiesto e per questo oggiabbaimo richiesto un incontro con il Presidente dellaRepubblica e i Presidenti della Camera e del Senato. Non solo.L'Upi - dietro mia proposta approvata all'unanimita', fa sapereDi Marco - predisporra' una mozione che inviata perapprovazione a tutti i sindaci d'Italia. Vogliamo che laprotesta parta dal basso, perche' sia chiaro che con questoatteggiamento, incomprensibile, non si chiudono semplicementele Province, ma si chiudono i servizi, si abbandonano leinfrastrutture, le scuole e i cittadini". Alla luce di tuttoquesto appare ancora piu' importante, proprio per il momentoparticolare che stanno vivendo le Province, l'incontro che sisvolgera' nella sala Tinozzi il 24 ottobre alle ore 10,30. Daltema proposto in modo provocatorio: "Servono ancora leProvince?" scaturira' il dibattito sulle funzioni delle attualiProvince, cui partecipano il presidente nazionale UPI, AchilleVariati e il presidente della Regione Abruzzo, LucianoD'Alfonso. Un incontro preparatorio alla conferenza nazionaleAnci, in programma a Torino il 28, 29 e 30 ottobre, quando leProvince italiane incontreranno il presidente dell'Anci PieroFassino, e il presidente della Conferenza delle Regioni SergioChiamparino, ai quali si chiedera' l'appoggio incondizionato aipresidenti delle 76 Province italiane nel difendere lasopravvivenza dei futuri Enti d'area vasta. (AGI)Red/Ett