Lavoro: Uil Abruzzo, maggio mese piu' cassintegrato nel 2015

(AGI) - Pescara, 22 giu. - "Nel 2015, il mese di maggio e'quello con il maggiore ricorso alla cassa integrazione. InItalia (+7,4 su aprile), ma ancora di piu' in Abruzzo (+50,2%).E questo nonostante la cassa in deroga non sia piu' unostrumento di grande utilizzo, per la scelta fatta dal Governodi avviarla all'estinzione". Il dato e' del segretario generaledella Uil Abruzzo, Roberto Campo. "In Italia, la cassaintegrazione ha tutelato, nel mese di maggio, oltre 380milalavoratori; in Abruzzo, piu' di 12.500 (4mila in piu' rispettoad aprile). Rispetto ai primi 5 mesi del 2014

(AGI) - Pescara, 22 giu. - "Nel 2015, il mese di maggio e'quello con il maggiore ricorso alla cassa integrazione. InItalia (+7,4 su aprile), ma ancora di piu' in Abruzzo (+50,2%).E questo nonostante la cassa in deroga non sia piu' unostrumento di grande utilizzo, per la scelta fatta dal Governodi avviarla all'estinzione". Il dato e' del segretario generaledella Uil Abruzzo, Roberto Campo. "In Italia, la cassaintegrazione ha tutelato, nel mese di maggio, oltre 380milalavoratori; in Abruzzo, piu' di 12.500 (4mila in piu' rispettoad aprile). Rispetto ai primi 5 mesi del 2014 - prosegue ilsindacalista - la cassa e' scesa di 1/3, in Italia come inAbruzzo (ma pesa il crollo della cassa in deroga, che inAbruzzo ha funzionato per solo un quarto delle ore rispetto al2014, e non perche' servisse meno, ma perche' il Governo hadeciso di tagliare questa tutela). Non abbiamo, dunque,imboccato una via lineare alla ripresa, ma ci sono ritorni difebbre. Da tenere presente anche il dato della produzioneindustriale, in flessione ad aprile (-0,3 rispetto a marzo). Ilproblema principale - osserva Campo - e' tuttora la stasi deiconsumi, che tiene giu' la domanda interna. Come rilevato nelrapporto Banca d'Italia sull'Abruzzo, questa situazioneaccentua la dicotomia tra grandi e piccole imprese; impreseesportatrici e imprese prevalentemente o del tutto legate almercato interno. I dati Istat sulle esportazioni nel Itrimestre 2015 evidenziano la particolare sofferenzadell'apparato produttivo abruzzese, che nonostante i successinel sette auto motive, complessivamente vede scendere del -2,3il suo contributo alla variazione delle esportazioninazionali". "E' chiaro - sostiene la Uil - che si dovrebbeintervenire con politiche che aiutino la ripresa, a cominciaredagli investimenti pubblici. In Abruzzo, invece, si e' creatoun buco tra la chiusura della programmazione 2007-2013 e lapartenza della nuova 2014-2020. Il 2015 rischia di esseresprovvisto di investimenti pubblici, se non quelli della codadella vecchia programmazione". Abbiamo chiesto alla Regionequal e', se c'e', il piano di investimenti pubblici 2015 perl'Abruzzo, considerando tutti i fondi e le fonti possibili: nonabbiamo avuto alcuna risposta", dice il segretario che, infine,aggiunge: "E' inoltre ora di definire qual e', se c'e', lapolitica fiscale regionale e sub-regionale per l'Abruzzo, conun piano serio di altola' ad ulteriori aumenti, e di riduzione,graduale ma strutturale, delle tasse sul lavoro, su lavoratorie pensionati, e sulle imprese". (AGI)Red/Ett

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