Ingiusta detenzione: Petrilli scrive a Renzi, chiede 10 milioni

(AGI) - L'Aquila, 9 dic. - Dieci milioni di euro qualerisarcimento danni per ingiusta detenzione. E' la richiesta cheGiulio Petrilli, nato a Ortona dei Marsi (L'Aquila) maresidente a L'Aquila, ha chiesto al presidente del Consigliodei ministri Matteo Renzi al quale ha inviato unalettera-istanza nella quale racchiude brevemente la sua storia,comunque nota al premier gia' dallo scorso mese di luglio.Petrilli, che attualmente si trova a Belgrado per lavoro, fuarrestato il 23 dicembre 1980 con un mandato di cattura firmatoed emesso dal pubblico ministero del Tribunale di MilanoArmando Spataro (attualmente procuratore capo

(AGI) - L'Aquila, 9 dic. - Dieci milioni di euro qualerisarcimento danni per ingiusta detenzione. E' la richiesta cheGiulio Petrilli, nato a Ortona dei Marsi (L'Aquila) maresidente a L'Aquila, ha chiesto al presidente del Consigliodei ministri Matteo Renzi al quale ha inviato unalettera-istanza nella quale racchiude brevemente la sua storia,comunque nota al premier gia' dallo scorso mese di luglio.Petrilli, che attualmente si trova a Belgrado per lavoro, fuarrestato il 23 dicembre 1980 con un mandato di cattura firmatoed emesso dal pubblico ministero del Tribunale di MilanoArmando Spataro (attualmente procuratore capo del Tribunale diTorino). Il reato di cui fu accusato era di partecipazione abanda armata con funzioni organizzative (Prima Linea). Lasentenza definitiva di assoluzione e' stata emessa dallaCassazione nel luglio 1989 e la detenzione di Petrilli duro'cinque anni e otto mesi. Per lui fu carcere duro, sotto regimearticolo 90, piu' ferreo dell'attuale 41 bis. "Anni diisolamento totale - ricorda nell'istanza - blindati dentrocelle casseforti, senza piu' poter scrivere, leggere libri,anche quelli per studi universitari, qualche ora di tv ma soloprimo e secondo canale. Un'ora di colloquio al mese con iparenti, ma con i vetri divisori". E in quegli anni di condannaPetrilli - che da anni si batte "per avere giustizia giusta" -entro' in 12 carceri diverse. "Immediatamente dopo lascarcerazione - ricorda - non ero in grado di produrre ricorsi,e' verificabile dal certificato dell'ospedale militare diChieti che subito dopo la mia scarcerazione mi esento' dalservizio di leva per la situazione di fortissimo stress daparte mia, con gravi forme paranoiche depressive che il carcerespeciale con l'isolamento totale mi aveva prodotto. Il tutto fucertificato dopo varie visite effettuate nel suddettoospedale". Documentazione acquisita agli atti dalla Corted'Appello di Milano che nel giugno del 2012 analizzo' il suoricorso per la riparazione da ingiusta detenzione. Ad oggiPetrilli non ha ricevuto alcun indennizzo poiche', ancorche'assolto, i giudici ritennero che le sue frequentazioni eranostate, tuttavia, poco raccomandabili. "Rispondere in modopositivo o negativo a codesta istanza e' un mio diritto chespero non rimanga inevaso". (AGI)Ett