Forum stampa cattolica: Papa, no a distruzione su cammio umanita'

(AGI) - L'Aquila, 19 giu. - Dobbiamo essere "pronti aostacolare i segni di distruzione e di morte che accompagnanoil cammino dell'Umanita'". Parole forti quelle che PapaFrancesco ha inviato in occasione dell'XI Forumdell'Informazione cattolica per la Salvaguardia del Creato"Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrirel'Umanita'" che si e' aperto questa mattina a L'Aquila. In untelegramma inviato all'associazione cattolica di giornalismoambientale, Greenaccord, organizzatrice dell'evento, ilPontefice ricorda che "il Creato e' un dono meraviglioso di Dioperche' sia utilizzato a beneficio di tutti" e per questobisogna "riflettere sulla comune responsabilita' di custodi

(AGI) - L'Aquila, 19 giu. - Dobbiamo essere "pronti aostacolare i segni di distruzione e di morte che accompagnanoil cammino dell'Umanita'". Parole forti quelle che PapaFrancesco ha inviato in occasione dell'XI Forumdell'Informazione cattolica per la Salvaguardia del Creato"Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrirel'Umanita'" che si e' aperto questa mattina a L'Aquila. In untelegramma inviato all'associazione cattolica di giornalismoambientale, Greenaccord, organizzatrice dell'evento, ilPontefice ricorda che "il Creato e' un dono meraviglioso di Dioperche' sia utilizzato a beneficio di tutti" e per questobisogna "riflettere sulla comune responsabilita' di custodidella crezione e del disegno di Dio iscritto nella natura". Ilmessaggio del Papa e' stato poi ripreso e approfonditodall'intervento del cardinale Francesco Coccopalmerio,presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi,che e' intervenuto durante la sessione inaugurale. Un'analisiper ricordare un concetto ben espresso nell'Enciclica ma spessosottovalutato quando si affrontano i temi ambientali: che latutela della Natura non puo' essere davvero efficace se non siinterviene al tempo stesso in favore della giustizia sociale enon ci si impegna per il progresso morale della societa'.Perche' i problemi ambientali sono diretta conseguenza di unapproccio antropologico sbagliato: "Siamo cresciuti pensandoche eravamo suoi proprietari e dominatori e che quindi tuttoera lecito", ha osservato Coccopalmerio. "Cosi' abbiamo usato eabusato e la nostra 'signoria' sul Creato non e' stata alta,non e' stata previdente e amorevole, ma, piuttosto, e' statapredatoria e direi accumulatoria, nel senso che l'insieme e'semplicemente proprieta' nostra e lo consumiamo solo per noistessi. E lo spreco della creazione inizia dove nonriconosciamo piu' alcuna istanza sopra di noi, ma vediamosoltanto noi stessi". Per invertire effettivamente la rotta,"l'uomo deve essere capace di passare dal consumo alsacrificio, dall'avidita' alla generosita', dallo spreco allacapacita' di condividere, in un'ascesi che significa imparare adare, e non semplicemente a rinunciare". E accanto all'impegnopersonale quotidiano, Coccopalmerio ha lanciato una gravedenuncia della sordita' dell'Occidente verso chi e' costretto afuggire dalla propria casa a causa dei cambiamenti climatici."E' tragico l'aumento dei migranti che fuggono la miseriaaggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuticome rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano ilpeso della propria vita abbandonata senza alcuna tutelanormativa. Purtroppo c'e' una generale indifferenza di fronte aqueste tragedie. La mancanza di reazioni di fronte a questidrammi dei nostri fratelli e sorelle e' un segno della perditadi quel senso di responsabilita' per i nostri simili su cui sifonda ogni societa' civile". Un appello diretto, in primoluogo, al mondo della politica che ha la responsabilita' di"vagliare qualsiasi decisione sotto il profilo ambientale edella sostenibilita'. Penso - ha concluso Coccopalmerio -all'utilizzo del suolo, ai piani regolatori, ai criteri diedificazione, alle aree verdi, alle scelte che riguardano lasalute dei cittadini, la vivibilita' delle citta', la qualita'dell'aria". Le sollecitazioni del Papa vengono accolte nelprogramma del Forum che in quattro sessioni di lavoriaffrontera' i molti aspetti che mettono in pericolo il correttoutilizzo delle risorse naturali e che creano difficolta' allavita e al lavoro dei milioni di piccoli agricoltori distribuitiin tutto il mondo. "Attraverso l'analisi di economisti edesperti internazionali - ha spiegato il presidente diGreenaccord Onlus, Alfonso Cauteruccio - vogliamo aiutare ilmondo dell'informazione a far luce sui fenomeni globali e lestorture di un modello che contribuiscono a crearedisuguaglianze di reddito, danni agli ecosistemi, problemi altessuto sociale. Si parte dalla fame e dalla malnutrizione,definite uno scandalo da Papa Francesco, dalla sfida posta daicambiamenti climatici in atto che avranno un grande peso sullaproduzione agricola, dalla gestione delle filiere produttive edistributive, dal tema dell'utilizzo razionale e sostenibiledel suolo, dalla tracciabilita' di cio' che mangiamo, dalvalore della biodiversita' che in Italia rappresenta laricchezza maggiore". (AGI)

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