Ecosistemi: ricercatori mondiali esaltano stazione Ltr Gran Sasso

(AGI) - L'Aquila, 29 set. - Stamattina numerosi ricercatoriprovenienti da tutto il mondo hanno visitato la Stazione LTERdel Gran Sasso d'Italia gestita dal Corpo Forestale delloStato. I rappresentanti di 30 Reti Nazionali di RicercaEcologica a Lungo Termine dei cinque Continenti, da tuttal'Europa, dalla Cina, dal Giappone, dall'Africa, dal Nord eSud-America, dal Medioriente e dall'Australia, al termine delmeeting internazionale della Rete LTER che per la prima voltasi e' tenuto in Italia, sono saliti fino ai 2.300 metri diquota della Stazione di ricerca di Monte Portella, dove gliecologi del Corpo Forestale dello

(AGI) - L'Aquila, 29 set. - Stamattina numerosi ricercatoriprovenienti da tutto il mondo hanno visitato la Stazione LTERdel Gran Sasso d'Italia gestita dal Corpo Forestale delloStato. I rappresentanti di 30 Reti Nazionali di RicercaEcologica a Lungo Termine dei cinque Continenti, da tuttal'Europa, dalla Cina, dal Giappone, dall'Africa, dal Nord eSud-America, dal Medioriente e dall'Australia, al termine delmeeting internazionale della Rete LTER che per la prima voltasi e' tenuto in Italia, sono saliti fino ai 2.300 metri diquota della Stazione di ricerca di Monte Portella, dove gliecologi del Corpo Forestale dello Stato hanno illustrato lericerche in corso. Il Coordinatore della Rete mondiale I-LTER,l'austriaco Michael Mirtl, nell'esprimere il suo apprezzamentoper i risultati ottenuti nella Stazione di ricerca del GranSasso, ha dichiarato: "La Stazione LTER del Gran Sasso, con lasua quota cosi' elevata e la sua posizione al centro delmassiccio montuoso piu' importante della Catena Appenninica, e'una risorsa unica e preziosa nel panorama mondiale, poiche'consente di comprendere i processi ecologici in corso negliecosistemi di alta quota, particolarmente fragili ed espostialle nefaste conseguenze dei cambiamenti climatici in corso. Ilmantenimento di questi habitat in condizioni di buonaconservazione e' pre-condizione per il successo di questericerche, che possono svolgersi con buoni risultati soltanto inaree protette a livello nazionale ed internazionale". LaStazione di ricerca ecologica a lungo termine del Gran Sassod'Italia, con i sui 2.200-2.300 metri di quota, e' infatti unadelle piu' elevate d'Italia. Si trova nel territorio del ParcoNazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e in quello di duearee della Rete Natura 2000 (il SIC IT7110202 "Gran Sasso" e laZPS IT7110128 "Parco Nazionale Gran Sasso - Monti della Laga").La Stazione fa parte del macro-sito LTER-Italia "Appennini:ecosistemi di alta quota", che comprende altre tre Stazioni diricerca, sull'Appennino Abruzzese (Velino e Majella) esull'Appennino Tosco-Emiliano. Si tratta di un ambiente moltosevero, con temperature estreme sotto lo zero per oltre ottomesi l'anno ed innevamento prolungato fino a sei mesi all'anno.Dal 1986 gli ecologi, prima delle Universita' di Roma edell'Aquila ed ora del Corpo Forestale dello Stato, studianocon continuita' lo stato della vegetazione di alta quota,analizzando tutte le specie vegetali presenti in aree fisse dicampionamento, dove effettuano rilevamenti periodici una voltal'anno. Dal 2006, gli stessi ecologi studiano le presenze deirari uccelli di alta quota, effettuandone il monitoraggio unavolta alla settimana. E dal 2013 si e' cominciato a studiaredirettamente anche la neve e il microclima, attraversoapparecchi automatici di rilevamento della temperatura. Daiprimi trent'anni di osservazioni sulla vegetazione, emerge unachiara tendenza all'adattamento all'aridita' delle comunita'vegetali d'alta quota, nelle quali e' in corso un processo digraduale degenerazione, con forte diminuzione delle rare specieadattate ai climi piu' freddi e l'invasione di quelle piu'termofile: si tratta verosimilmente degli effetti del generalecambiamento climatico osservato in tutta l'ItaliaCentro-Meridionale negli ultimi 50-60 anni che, in altamontagna, si esprime soprattutto attraverso la forte riduzionedella durata del manto nevoso. (AGI)Red/Ett