Ciampi: Brigata Maiella, con l'Abruzzo aveva rapporti antichi

(AGI) - Pescara, 16 set. - Aveva rapporti antichi con la terra d'Abruzzo il pres...

(AGI) - Pescara, 16 set. - Aveva rapporti antichi con la terra d'Abruzzo il presidente Carlo Azeglio Ciampi. Rapporti di quelli che lasciano un segno intenso. Visse qui i giorni dello sbandamento dell'esercito successivi all'8 settembre 1943. A ricordarlo e' la Fondazione Brigata Maiella. Al momento della dichiarazione dell'Armistizio, Ciampi si trovava a Livorno, citta' dov'era nato, in temporanea licenza dall'Albania. Da Livorno si era recato a Roma per avere notizie circa la sua destinazione e dopo gli scontri di Porta San Paolo si era diretto alla volta di Scanno (L'Aquila). Proprio in questo piccolo centro d'Abruzzo egli affermo' di aver ritrovato il sentimento profondo della Patria. "Vi giunsi dopo aver provato, come tanti giovani militari l'amarezza della dissoluzione dell'esercito, l'umiliazione della disfatta, la rabbia perche' non ci era stato dato modo di reagire". Lo disse, ricorda ancora la Fondazione Brigata Maiella, lo stesso Ciampi durante il suo discorso pronunciato il 4 agosto 1996 in occasione del ricevimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Scanno, pubblicato in "Nuova Antologia" (fasc. 2200, ottobre-dicembre 1996, p. 237-239). "Nel silenzio di queste montagne - disse il presidente Ciampi - si avvio' un dialogo, una riflessione in primo luogo all'interno di noi stessi, con le nostre coscienze. Ci ponevamo la domanda sul come ritrovare il fondamento del vivere civile. Patria e' una parola che non dobbiamo avere esitazione a pronunciare con orgoglio. Se fummo capaci di ritrovare i punti cardinali di riferimento, di riconquistare la serenita' dell'animo, di fare le conseguenti scelte e di perseguirle con determinazione, di sentirci di nuovo parte viva di una societa' di uguali, cio' fu dovuto al clima umano che respirammo in queste montagne, in questa terra d'Abruzzo". Il 24 marzo 1944 si mise in cammino per compiere la traversata che da Sulmona (L'Aquila) lo avrebbe portato a Casoli (Chieti) superando il Guado di Coccia, al lato sud della Majella, in modo da raggiungere gli alleati anglo-americani. Della difficile traversata rimangono pagine intense nel suo diario. All'annuncio della scomparsa, il presidente della Fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio, il vice presidente, Antonio Rullo, e tutti gli organi della Fondazione si sono uniti al dolore della famiglia "per l'immensa perdita" ricordandone la visita ufficiale a Taranta Peligna, Sulmona e Scanno il 17 maggio 2001 quando si soffermo' in un momento di raccoglimento e di omaggio al Sacrario della Brigata Maiella, situato di fronte alle grandi e magnifiche montagne dell'Abruzzo che egli dovette attraversare, piu' di mezzo secolo prima, tra difficolta' e stenti, per raggiungere la liberta'. (AGI)
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