Bimbo ucciso: liberta' vigilata per Maravalle

(AGI) - Pescara, 28 set. - Liberta' vigilata per MassimoMaravalle, il tecnico informatico di 47anni, affetto dadisturbo psicotico atipico, che la notte tra il 17 e il 18luglio dell'anno scorso, ha ucciso il figlio adottivo di 5 annia Pescara, Maxim di origine russa, mentre dormivanell'abitazione di via Petrarca, a Pescara, dove il bimboviveva con i genitori. Si tratta di una misura di sicurezzaprovvisoria disposta dal gip del Tribunale di Pescara, NicolaColantonio, in sostituzione della misura della custodia pressola casa di cura e custodia annessa all'ospedale psichiatricogiudiziario di Aversa (Caserta), dove

(AGI) - Pescara, 28 set. - Liberta' vigilata per MassimoMaravalle, il tecnico informatico di 47anni, affetto dadisturbo psicotico atipico, che la notte tra il 17 e il 18luglio dell'anno scorso, ha ucciso il figlio adottivo di 5 annia Pescara, Maxim di origine russa, mentre dormivanell'abitazione di via Petrarca, a Pescara, dove il bimboviveva con i genitori. Si tratta di una misura di sicurezzaprovvisoria disposta dal gip del Tribunale di Pescara, NicolaColantonio, in sostituzione della misura della custodia pressola casa di cura e custodia annessa all'ospedale psichiatricogiudiziario di Aversa (Caserta), dove Maravalle si trova daldicembre 2014. La decisione del giudice e' stata presa inseguito alla perizia effettuata dallo psichiatra bologneseRenato Ariatti sul padre del piccolo Maxim. Stando al notopsichiatra, che in passato ha firmato le perizie su BernardoProvenzano e Annamaria Franzoni, il tecnico informatico "ogginon e' pericoloso" in quanto sostanzialmente "non proponesintomi psicotici attivi; ha posto in essere una rivisitazionecritica del suo gesto; assume la terapia in modo regolaremanifestando buona risposta ad essa; non sono ravvisabili segnidi disorganizzazione della personalita', che appare invece benconservata". Secondo il perito, inoltre, Maravalle "puo' oggigodere di un sostegno da parte del contesto familiare, comeabbiamo verificato nell'atteggiamento di vicinanza affettiva emateriale che la consorte gli garantisce, pronta a raccoglierloa casa. L'esistenza di un servizio psichiatrico territoriale ingrado di attivare forme di terapie continuative intensive e'ampiamente documentata, il paziente appare in grado di fornireun consenso alle cure genuino e non strumentale". Da parte suail giudice Colantonio nel provvedimento segnala che "come ancheespresso dal perito, la condizione imprescindibile per poterescludere la pericolosita' sociale e' che Maravalle continui adassumere cure farmacologiche adeguate necessarie per combatterela propria malattia. La certezza dell'efficacia della cura inregime di casa di cura e custodia veniva garantita dairiscontri effettuati dal personale in servizio nella struttura.Peraltro, la circostanza che le terapie effettuate davano esitopositivo ed ottenevano l'effetto di escludere la persistenza disintomatologia psicotica florida induce questo giudicante adaffermare che il requisito della pericolosita' sociale seppurenon scomparso, si sia certamente attenuato (e non sia venutomeno: conclusione che, in parte, differisce dalle allegazionidel perito) e che quindi appare inopportuno il mantenimentodella misura di sicurezza custodiale" . Il gip sottolinea ancheche "una volta revocata la misura custodiale, la effettivita'delle cure sia rimessa essenzialmente a Maravalle stesso, ilquale potrebbe decidere di non seguire i consiigli dei proprisanitari e dei propri familiari, porta a considerare latenteuna situazione potenziale di pericolosita' che potra' essereesclusa solo attraverso una piu' completa verifica dellacondotta di Maravalle da eseguirsi in regime di liberta' :occorre verificare le modalita' di reinserimento lavorativo efamiliare; deve necessariamente monitorarsi, in un arcotemporale congruo, l'approccio spontaneo di Maravalle alle curesanitarie ed alle decisioni dei medici curanti". "Tale verificaindispensabile" secondo il gip "garantira' di riscontrare inconcreto se lo stato patologico di Maravalle potra' esseretenuto sotto controllo anche in regime di piena liberta', cosi'da non avere incidenze su condotte di reato". Il gip ha quindidisposto l'obbligo per il tecnico informatico di recarsi duegiorni alla settimana presso il Centro Salute Mentale diPescara "per relazionare in merito alla attualita' e tipologiadelle cure farmacologiche seguite, su indicazione del propriomedico curante o spontaneamente, evidenziando eventualiproblematiche capaci di incidere sugli effetti delle curestesse (interruzione dell'assunzione) o capaci di evidenziarela riproposizione di sintomatologie patologiche". Il gip hainfine stabilito che i responsabili del Centro Salute Mentaledovranno relazionare mensilmente all'Autorita' giudiziaria sutale attivita' e di segnalare immediatamente ogni situazionecapace di incidere sulla pericolosita' sociale di Maravalle.Intanto il 29 ottobre prossimo si terra' l'udienza preliminaresulla vicenda della morte di Maxim. Davanti al gup comparirannoMaravalle, sua moglie, Patrizia Silvestri, madre adottiva diMaxim, accusata di falso in concorso, e due medici. Nellospecifico, relativamente alla dichiarazione di disponibilita',presentata al tribunale per i minorenni dell'Aquila,all'adozione internazionale, con contestuale richiesta direlativa idoneita', i coniugi avrebbero omesso di riferire efornire notizie sui disturbi e sulla patologia pschiatrica diMaravalle. I due medici, secondo l'accusa, rappresentata dal pmAndrea Papalia, avrebbero invece attestato che il padre diMaxim era esente da difetti fisici e psichici, omettendo dirilevare l'esistenza di patologie. (AGI)Pe2/Ett