Al via l'era Raggi, "tornata la democrazia"

Flash per il piccolo Matteo seduto sullo scranno della madre mentre Beppe Grillo brucia il sindaco sui nomi della Giunta

Al via l'era Raggi, "tornata la democrazia"
Raggi campidoglio pixel 

Roma - A Roma comincia "una nuova era", un nuovo "percorso condiviso e democratico, che mancava alla nostra citta'". Virginia Raggi interviene alla prima seduta della nuova assemblea capitolina, ricordando che "dopo 8 lunghi mesi, Roma torna ad avere un sindaco eletto democraticamente dai propri cittadini". "Dobbiamo ritenerci orgogliosi: aver ripristinato la democrazia in una citta' dove questa era venuta a mancare", scandisce, "questa deve tornare ad essere casa loro, la casa di tutti i romani", e "questa vicinanza serve per recuperare quel rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni che manca da troppo tempo e che deve tornare a costituire la base per la costruzione di una solida unità di intenti e della conseguente azione politico-amministativa, da parte dei consiglieri liberamente eletti dalla comunità romana".

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"Lavoreremo per introdurre un nuovo alfabeto e parole come merito, trasparenza, legalita', solidarieta' dopo anni di buio e abbandono", afferma Raggi, che si dichiara "orgolgiosa" di essere il primo sindaco donna della capitale.

Ma tutti gli obiettivi sono per lui: Matteo, figlio della prima cittadina, seduto sullo scranno piu' alto dell'aula Giulio Cesare. Raggiunta la zona riservata al pubblico, la Raggi ha preso per mano il figlio e l'ha condotto verso l'emiciclo riservato al Consiglio comunale. Ha raggiunto con lui il suo posto e l'ha fatto sedere.

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Un momento di condivisione familiare per la gioia dei fotografi e degli operatori televisivi che affollano l'aula. Il bimbo si intrattiene poi con un gioco mentre la madre lo tiene d'occhio e ogni tanto gli dice di stare buono e non infastidire chi sta procedendo alla conta delle schede per l'elezione dei vicepresidenti dell'assemblea capitolina.

Votazione che e' stato necessario ripetere perche' il numero delle schede nell'urna non coincidevano con quelle degli aventi diritto al voto. Nel frattempo Matteo ha trovato modo di fotografare, con un cellulare, la madre e poi, incuriosito dall'alta uniforme di uno dei due componenti della polizia di Roma Capitale che sono ai lati del presidente De Vito, ha provato ad arrampicarsi per raggiungerlo. Tentativo finito subito per l'intervento della mamma che l'ha quindi riaccompagnato nella zona riservata al pubblico dove c'erano i suoi familiari.

L'assemblea capitolina ha poi convalidato all'unanimita' l'elezione della Raggi e dei 48 consiglieri che compongono l'assise. Per nessuno di loro sussistono motivi di ineleggibilita' o incandidabilita'. C'e' stato anche un piccolo 'fuori programma': il consigliere anziano De Vito nell'invitare l'assemblea a pronunciarsi con alzata di mano ha dimenticato di aggiungere la rituale formula 'chi e' favorevole?'. Fattogli rilevare la dimenticanza, De Vito ha ripetuto l'invito all'assemblea e questa volta con la serie di domande 'favorevoli?', 'contrari?' e 'astenuti?'. E l'unanimita' e' stata per l'ok a Raggi e consiglieri. Un lungo applauso aveva accolto l'ingresso della Raggi nell'aula Giulio Cesare: vestita in blu, blusa a maniche corte, fascia tricolore, e' apparsa emozionata ed e' rimasta in piedi per tutta la durata del tributo dell'assemblea e della folla che e' riuscita a prendere posto nell'aula. Presenti tutti i 48 consiglieri eletti, la seduta e' stata dichiarata aperta e sono risuonate le note dell'inno nazionale, al termine del quale ancora un lungo applauso cui si sono uniti la stessa Raggi e tutta l'assemblea capitolina. (AGI)