Come è andato il vertice di Arcore tra Berlusconi, Salvini e Meloni

Il centrodestra ha discusso di candidature in un incontro ritenuto "interlocutorio". La novità è che anche i leader di FI e FdI potrebbero partecipare alla manifestazione leghista del 19 ottobre

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La nota diramata al termine del vertice ad Arcore indica quale sarò l'obiettivo del centrodestra: "Ci proponiamo di liberare gli italiani da questa maggioranza che esiste solo nel Palazzo, che si è già rivelata inadatta a governare le complessità del nostro Paese e procede per risse e scontri, promettendo nuove tasse e meno sicurezza".

Berlusconi, Salvini e Meloni riprendono "la marcia" con "uno spirito unitario" in un incontro che però viene ritenuto interlocutorio. I tre leader - secondo quanto si apprende - saranno presenti insieme in un evento il 17 in Umbria e probabilmente uniti in piazza a Roma per protestare contro l'esecutivo. La novità è che il Cavaliere e la Meloni potrebbero quindi partecipare alla manifestazione che si terrà nella Capitale il 19.

La partita delle Regionali e gli altri nodi da sciogliere

Tuttavia sulle Regionali e anche su altre questioni sul tavolo non è emersa ancora alcuna decisione ufficiale. Il partito di via Bellerio conferma la candidatura della Borgonzoni in Emilia e alla fine potrebbe spuntarla anche in Toscana, ma Fdi insiste sulla necessità di presentare un nome che possa avere maggiori chances di vittoria e punta sull'ex azzurro Bignami. A Fratelli d'Italia potrebbe toccare Marche e Puglia mentre in Campania e Calabria dovrebbero presentarsi figure di Forza Italia.

Servirà un altro vertice (in programma per il prossimo fine settimana) per definire gli accordi. E sarà necessario un incontro tra i capigruppo per sciogliere altri due nodi: il primo è quello del Copasir (per la presidenza in corsa il leghista Molinari e Urso di Fdi, "la Lega è la prima forza dell'opposizione, tutto ciò che tocca la sicurezza degli italiani ci sta a cuore", afferma Salvini), altro è quello del taglio del numero dei parlamentari.

Il centrodestra terrà una posizione comune. Si cercherà di capire se la maggioranza dovesse rilanciare sulla legge elettorale e sullo ius culturae, ma soprattutto se ci saranno 'buchi' nel Pd e nel Movimento 5 stelle. L'orientamento è quello di dire sì ma se il centrodestra dovesse capire che i numeri sono a rischio il tentativo di mettere in difficoltà i rosso-gialli - uscendo dall'Aula - non è affatto escluso.

Lo scopo principale nel centrodestra resta quello di trovare un'intesa sulle Regionali ma soprattutto di mandare a casa la maggioranza: "È di tutta evidenza - spiega la nota del centrodestra - che questo esecutivo giallorosso non potrà durare a lungo: è diviso, troppo sbilanciato a sinistra. Ci opporremo alle sue ricette sbagliate grazie anche ad un maggior coordinamento delle opposizioni in Parlamento".

Qualora Salvini, Meloni e Berlusconi dovessero trovare l'intesa per le prossime amministrative (il centrodestra tra l'altro dovrebbe sostenere Toti in Liguria) fonti parlamentari non escludono che si possa poi cominciare a discutere dell'ipotesi di una lista unitaria. Ma è tutto prematuro. Oggi - dicono in Forza Italia, Fdi e Lega - si è registrato un clima buono. Tutto il resto è da costruire.



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