Unioni civili, Renzi "ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo"

Boeri, "reversibilità sostenibile". Teocon pronti al referendum - Le principali novità della legge

Unioni civili, Renzi "ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo"
 Unioni Gay festeggiamenti Montecitorio

Roma - "L'atteggiamento negativo di parte della chiesa era largamente atteso. Io sono cattolico ma ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo". All'indomani  dell'approvazione di ieri alla Camera della legge sulle Unioni civili, il premier Matteo Renzi, ospite di Porta a Porta, parla di "un passo avanti storico perche' per anni le persone sono state prese in giro dalla politica". E osserva: "Non darei una lettura politicistica. Da trent'anni si discute di molte cose in Italia e anche del riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso. Negli ultimi 15 anni tante cose sono cambiate. Si prometteva di fare una legge e poi non si faceva. Ora finalmente le cose si fanno. Si tratta di una legge equilibrata, di compromesso, non accontenta tutti, ma adesso e' realta' dopo anni in cui altri chiacchieravano e basta", ha aggiunto. Sulle stepchild adoption "è prematuro" fare ipotesi: "è chiaro che non si sono i numeri", ha spiegato. 

Tra le norme approvate c'è anche la reversibilità delle pensioni per le coppie gay, quindi un aggravio per l'Inps. Ma il presidente dell'istituto Tito Boeri ha rassicurato: ""Con l'estensione della pensione di reversibilità anche per le coppie gay "c'è un impatto sui conti, ed è inevitabile che ci sia, ma è nell'ordine di qualche centinaio di milione di euro, ed è quindi sostenibile". Lo ha detto il presidente dell'Inps Tito Boeri, a margine di un convegno della Favo, interpellato sulla legge sulle Unioni civili approvata ieri alla Camera. "Abbiamo fornito alcuni elementi di valutazione alla commissione parlamentare - ha ribadito Boeri - e i costi non si sono rivelati cosi' elevati. Sono sostenibili".

Le principali novità della legge

E intanto già si parla di referendum. Il giorno dopo l'approvazione il fronte 'teocon' si mobilita, in tandem con il popolo del Family day che promette battaglia in vista di un altro referendum, quello sulle riforme. Vero è che anche tra i moderati, sia pure nella maggioranza, c'è chi non ritenga una strategia vincente quella anticipata da Gaetano Quagliariello. Il centrodestra "schierato al completo" presenterà dunque un referendum per abrogare una parte della legge approvata ieri alla Camera, appena il testo "verrà promulgato da parte del Capo dello Stato". Nel mirino non tutta la legge "ma solo alcuni articoli, in particolare quelli che creano una discriminazione tra ipotesi di convivenza tra coppie eterosessuali e quelle omosessuali". "Non siamo contrari a che vengano assegnati diritti alle persone e alle affettività - ha detto Quagliariello - ma questa legge tende a creare un simil-matrimonio per poter mettere mano alla categoria della genitorialità e per poter consentire a due omosessuali di diventare genitori di figli programmati e che come tali avranno grandi problemi. Chiediamo l'abrogazione parziale per difendere i piu' deboli; quei bambini che hanno tutto il diritto di avere un padre e una madre e sapere da dove provengono". In altre parole, no alle adozioni. "E' ovviamente legittimo che vi sia chi voglia proporre un referendum abrogativo della legge sulle unioni civili. Chiedere ai cittadini non è mai un problema, per me. Ma è un errore politico grave", dice invece Daniele Capezzone, deputato Conservatori e Riformisti. "Chi lo fa - pronostica l'ex FI - si prepari a una clamorosa sconfitta, come e peggio di come accadde a Fanfani nel 1974 contro il divorzio. Povero centrodestra se segue quella linea nel 2016". "All'oscurantismo e all'ipocrisia non c'è mai fine e in questo campo la destra italiana non ha rivali. Saranno sconfitti dai cittadini e dalle cittadine italiane come fu per i referendum sull'aborto e sul divorzio", conviene da SI Arturo Scotto. Anche Matteo Salvini rilancia il suo invito all'obiezione di coscienza dei sindaci: "Se è una legge sbagliata si puo' disapplicare, lo spiegava don Milani quando lancio' l'obiezione di coscienza al servizio militare. Invito tutti i sindaci di qualunque parte politica a non applicare la legge". Invece nella maggioranza si registra lo strappo di Michela Marzano dal gruppo Pd alla Camera. Una scelta, spiega la docente universitaria e filosofa dettata dal fatto che "sui temi dei diritti e dell'etica ho sempre detto e difeso gli stessi valori e gli stessi principi. E non me la sento, oggi, di non essere coerente con me stessa e con le mie battaglie per opportunità politica". (AGI)