Ue: Napolitano e Ciampi, integrazione unica strada per crescere

(AGI) - Roma, 9 mag. - "L'Europa, per crescere economicamente eprogredire socialmente per rendere operanti i suoi valori, perriaffermare la sua identita' e il suo ruolo nel mondo, non hadinanzi a se' altra strada che quella di una sempre piu'stretta integrazione, di 'una sempre piu' stretta unione' insenso politico tra i suoi stati e i suoi popoli". Questol'appello dei presidenti emeriti della Repubblica GiorgioNapolitano e Carlo Azeglio Ciampi che, nel 65esimo anniversariodella dichiarazione di Schumann, hanno voluto rivolgere unmessaggio in particolare alle giovani generazioni. "Il 65esimo anniversario della Dichiarazione Schuman cade

(AGI) - Roma, 9 mag. - "L'Europa, per crescere economicamente eprogredire socialmente per rendere operanti i suoi valori, perriaffermare la sua identita' e il suo ruolo nel mondo, non hadinanzi a se' altra strada che quella di una sempre piu'stretta integrazione, di 'una sempre piu' stretta unione' insenso politico tra i suoi stati e i suoi popoli". Questol'appello dei presidenti emeriti della Repubblica GiorgioNapolitano e Carlo Azeglio Ciampi che, nel 65esimo anniversariodella dichiarazione di Schumann, hanno voluto rivolgere unmessaggio in particolare alle giovani generazioni. "Il 65esimo anniversario della Dichiarazione Schuman cadein un momento cruciale per i destini della costruzione europea- scrivono i due presidenti emeriti -. E' il momento di unatendenziale ripresa economica nell'area dell'Euro, dopo ilunghi anni segnati da una crisi globale che dagli Stati Unitisi e' propagata nel mondo e in modo particolare nel nostrocontinente. Gli sforzi messi in atto dalle istituzionidell'Unione e dai governi dei suoi stati membri hanno via viaprodotto risultati tangibili, ma ancor ardua resta nella nostraEuropa la prospettiva di un nuovo, intenso e sostenibilesviluppo economico e soprattutto di un rilanciodell'occupazione, in primo luogo per i giovani, oggi costrettiin una condizione drammatica". Napolitano e Ciampi ricordano che "l'impatto della crisiinsorta sul finire dello scorso decennio ha segnatoprofondamente i cittadini, nelle loro condizioni di vita eanche nelle loro visioni e opinioni generali, contribuendo aingenerare disaffezione e sfiducia verso il progetto europeo.Per superare i rischi che da cio' scaturiscono per l'ulteriore,necessario sviluppo della costruzione europea, si stannolevando voci autorevoli e avviando iniziative importanti inseno alle istituzioni e nel piu' ampio mondo politico eculturale". "A queste voci - spiegano i due presidenti emeriti -vogliano unire la nostra, in continuita' con l'impegnoeuropeista che abbiamo personalmente dispiegato nell'eserciziodei nostri mandati presidenziali e dei nostri precedentiincarichi pubblici. Apparteniamo entrambi alle generazioni chehanno vissuto direttamente la devastante esperienza dellaseconda guerra mondiale. E che hanno quindi potuto comprenderein tutto il loro valore e condividere naturalmente i segni diuna volonta' nuova di rimuovere le cause di un doppiosanguinoso conflitto nel cuore dell'Europa, di gettare le basidi una pace duratura, di unire finalmente le forze dei popolieuropei. Quella volonta' si espresse a nome di sei capi digoverno nella Dichiarazione Schuman il 9 maggio 1950, e apri'il cammino dell'integrazione europea". "In questo spirito aderiamo alla linea di pensiero e diazione prospettata nel documento 'verso una nuova DichiarazioneSchuman' che e' stato gia' dibattuto all'Istituto UniversitarioEuropeo di Fiesole-Firenze in occasione delle Giornate sullo'stato dell'Unione'". Napolitano e Ciampi sottolineano dunque che "laconsapevolezza dello straordinario patrimonio di conquisterealizzate dall'Europa nel progressivo allargarsi delle sueistituzioni comuni fino a riunificarsi interamente; lo stessocammino che l'Unione ha dovuto intraprendere per fronteggiare,dopo il 2008-2009, la crisi globale e i rischi di unaincombente destabilizzazione finanziaria; gli imperativi e lesfide dei nuovi equilibri internazionali e di una stringentecompetizione tecnologica ed economica mondiale: tutto conducealla conclusione che l'Europa - per crescere economicamente eprogredire socialmente per rendere operanti i suoi valori, perriaffermare la sua identita' e il suo ruolo nel mondo - non hadinanzi a se' altra strada che quella di una sempre piu'stretta integrazione, di 'una sempre piu' stretta unione' insenso politico tra i suoi stati e i suoi popoli". "Questo - concludono - e' il messaggio che abbiamo ildovere di trasmettere alle generazioni piu' giovani, rendendoloconvincente e appassionante sulla base dell'esperienza storicae di una analisi obbiettiva della realta' d'oggi, e dunquecoinvolgendo le nuove energie su cui l'Europa puo' contare inun rinascente e vincente impegno collettivo". (AGI).

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