Ue: Mattarella, ora una fase di crescita lavoro e investimenti

(AGI) - Roma  - Il Presidente della Repubblica, SergioMattarella, ha auspicato che l'Unione Europea escadall'emergenza per avviare una fase di investimenti,  

(AGI) - Roma, 12 ott. - Il Presidente della Repubblica, SergioMattarella, ha auspicato che l'Unione Europea escadall'emergenza per avviare una fase di investimenti, crescita elavoro. "Aver evitato l'uscita della Grecia dalla moneta unicaha dimostrato una positiva capacita' di reazione, proprioquando si e' arrivati in prossimita' del punto di rottura. Mal'Europa deve uscire da una logica emergenziale che la rendedebole e meno credibile, anche per porre le basi di una nuovafase di crescita e per sanare le ferite sociali prodotte dallacrisi economica", ha detto ricevendo al Qiorinale i deputatiitaliani al Parlamento Europeo. "Al Meccanismo europeo di stabilita' vanno affiancati altristrumenti in funzione anticiclica, orientati a favorire gliinvestimenti, a ridurre gli squilibri tra i Paesi e ledisuguaglianze interne tra territori e settori della societa'",ha aggiunto, "La storia ci insegna che non c'e' mai stata unacrescita democratica separata da una crescita del lavoro edelle opportunita' di sviluppo". "Passa dall'Europa uno sviluppo sostenibile e duraturo, checonsenta anzitutto ai giovani di sentirsi integrati, diprogettare il loro futuro, di costruire le loro reti direlazioni sociali, familiari, civili", ha continuatoMattarella, "E' in gioco un modello sociale, quello europeo:per salvarne i valori e il livello bisogna rinnovarlo, enessuno puo' illudersi, nell'epoca della globalizzazione, diridurre le soluzioni a scala esclusivamente nazionale". Insomma, non si tratta di "ripetere ritualmente che occorrepiu' Europa. Personalmente ne sono convinto. Ma dobbiamoanzitutto agire, pensare in dimensione europea. Il nostrolimite non e' rappresentato dall'Unione ma e' costituito dalsuo modo di essere in questo periodo: non c'e' abbastanzacoesione, e per questo non riusciamo a pesare come dovremmonegli equilibri globali, e non riusciamo ad affermarepienamente un principio e una modalita' di solidarieta' alnostro interno".(AGI).