Uber, Airbnb e la digital economy che scardina le vecchie regole

Entrambi i servizi hanno scardinato equilibri in strutture immaginate quando il digitale non esisteva

Uber, Airbnb e la digital economy che scardina le vecchie regole
uber 

Semaforo giallo della magistratura per Uber in Italia, una tassa sugli affitti brevi - leggi Airbnb - ipotizzata nella 'manovrina di primavera': per i simboli della sharing economy è un momento difficile.

Le novità nate dal web (e dalla crisi)

Dopo l'apparizione di questi nuovi servizi e il boom dei primi anni, sulla scia della novità e, perché no, della crisi, le associazioni di categoria stanno conducendo una lotta senza quartiere contro quelli che considerano dei concorrenti sleali: E il legislatore è chiamato a rispondere. 

Entrambi i servizi hanno rotto gli equilibri, facendo emergere le crepe di strutture immaginate quando il digitale non esisteva.

Uber, Airbnb e la digital economy che scardina le vecchie regole
uber 

Le battaglie dei tassisti contro Uber

  • Febbraio-marzo, gli scioperi nazionali: A fine febbraio, e nuovamente a fine marzo, l'Italia si ferma a causa di scioperi nazionali indetti dai tassisti, decisi a bloccare il traffico per protesta contro il decreto Milleproroghe che sospende per un altro anno l'efficacia di una serie di norme che dovrebbero regolamentare il servizio degli Ncc e contrastare le pratiche abusive. Una sanatoria che, secondo la categoria, favorisce Uber.

    Leggi anche: Perché Uber con la protesta dei taxi non c'entra niente
     
  • 10 marzo: L'Antitrust chiede una riforma complessiva del settore dalla mobilità non di linea, taxi e ncc, regolato da una legge "ormai vecchia di 25 anni" (legge n.21 del 15 gennaio 1992), inviando a Parlamento e governo una segnalazione per sottolineare la necessità di mettere la normativa al passo con l'evoluzione del mercato.

  • 22 marzo, il Tribunale di Torino rigetta la causa intentata da Uber contro le associazioni di categoria dei tassisti e dichiara "la concorrenza sleale svolta" attraverso il servizio UberPop, inibendone "l'utilizzazione sul territorio nazionale dell'app".

  • 23 marzo, la bozza di decreto ministeriale: La battaglia dura dei tassisti, che vede anche scene di guerriglia urbana con bombe carta, scontri e aggressioni, porta a una bozza di decreto interministeriale contro l'abusivismo nei servizi taxi e Ncc. La proposta viene presentata a sindacati dei tassisti e Uber, ma non soddisfa nessuno.

Leggi anche: Lo sciopero dei taxi e la crisi di Uber. Il decreto del governo in cinque punti

  • 7 aprile, lo stop del Tribunale di Roma: i giudici ordinano, entro 10 giorni, il blocco dei servizi del gruppo Uber in Italia tramite la app Uber Black e le analoghe app Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect, Uber-Van, accogliendo così il ricorso per concorrenza sleale presentato da alcune associazioni di categoria dei tassisti tramite l'associazione tutela legale taxi. Fissata inoltre una penale di 10mila euro per ogni giorno di ritardo nell'applicazione della sentenza dal decimo giorno a partire dalla sua pubblicazione.
     
  • 14 aprile, il tribunale di Roma accoglie la richiesta di sospensiva dell'ordinanza che richiedeva l'interruzione dei servizi di mobilità Uber a partire dal 17 aprile. Il servizio resta attivo fin alla pronuncia del Tribunale sul reclamo presentato da Uber.

Da UberPop a UberLux, i servizi offerti:

UberPop è ormai illegale ovunque. Consentiva a chiunque, con la propria auto e senza alcuna licenza, di accompagnare gli utenti dell'app. Oggi le formule offerte somigliano agli Ncc: tramite Uber, si noleggia un veicolo con autista, scegliendo tra offerte che differiscono in base alla qualità dell'auto.

  • UberX: questa opzione invia alla posizione un'auto normale che può contenere fino a quattro persone. Si tratta del servizio più comune offerto dalla compagnia.
  • Select: sono auto normali, ma di qualità migliore rispetto a quelle del gruppo uberX.
  • Black: questo servizio invia una berlina nera di lusso a quattro posti.
  • XL: questo servizio manda una macchina più grande che può ospitare fino a 6 persone.
  • SUV: questo servizio manda un SUV che può ospitare fino a 6 persone.
  • Assist: permette di prenotare una macchina di servizio appositamente designata per prelevare persone che hanno problemi di mobilità fisica.
  • WAV: veicoli equipaggiati con delle rampe in maniera da poter caricare a bordo una sedia a rotelle.

Tanti nomi, lo stesso meccanismo. A discostarsi è solo UberPool, la cui diffusione è però minore: si tratta di una sorta di BlaBlaCar urbana. 


Dove lavora in Europa e come funziona:

  • Regno Unito: A Londra le proteste non sono mancate e sono tutt'ora in corso. Anche se sono cambiate, e di molto, le modalità. Si è passati dalle piazze ai tribunali. E dalla regolamentazione del settore ai diritti dei lavoratori (anche e soprattutto di Uber). Dalle prime proteste nel giugno del 2014 da parte dei black cab, che lamentavano l'uso di Uber del tassametro, riservato per legge ai soli tassisti, si è arrivati alla sentenza dell'Alta Corte londinese che definisce l'app legale. Oggi Londra è una delle città europee che offre la gamma di servizi più vasta: UberX, UberPool, UberEXEC, UberXL, UberLUX UberWAV (per disabili). Lo scorso novembre ci sono state nuove proteste, stavolta da parte degli autisti di Uber per ottenere uno stipendio minimo e ferie pagate.
     
  • Francia: Copione simile ma con scontri più accesi e senza sentenza esplicita che dichiari Uber legale (il che non dice neanche il contrario). L'app, infatti, opera a Parigi con UberX, UberPool, UberLINE, UberGreen, UberVAN. Ed è presente anche a Nizza, Nantes, Marsiglia, Lione, Lilla e Tolosa. I tassisti sono scesi in piazza nel 2015, ottenendo l'abolizione di UberPop, il pagamento di una multa da 800 mila euro e il risarcimento delle associazioni dei tassisti con 1,2 milioni per scarsa trasparenza e concorrenza sleale. La applicazione è ancora libera di operare, ma i suoi conducenti devono ottenere una licenza commerciale ed esercitare - di fatto - il servizio a tempo pieno. Ora sono disponibili cinque piattaforme di profilo medio-alto (come la stessa UberX), ma la contesa non sembra essersi risolta. Anche qui, alla vigilia di Natale 2016, è toccato agli autisti di Uber di scendere in piazza e bloccare gli aeroporti parigini per chiedere l'aumento a 8 euro della tariffa minima (tagliata da 5 a 4,25 euro). 
     
  • Spagna: E' stato tra i primi Paesi a bandire UberPop, il 30 dicembre 2014. Da allora e per più di un anno, l'app è stata praticamente assente. E oggi è attiva solo a Madrid e Barcellona con UberX e UberOne
     
  • Germania: Uber ha dovuto affrontare un calendario piuttosto fitto di udienze, a partire dal 2014. Nel 2015, i giudici di Berlino hanno condannato UberBlack per violazione della legge sulla concorrenza. Nello stesso anno, UberPop è stato bandito in tutto il Paese. Oggi Uber è operativa solo a Berlino e Monaco: nella capitale con UberX e UberTaxi (con autisti professionisti) ma senza UberBlack, in Baviera con UberX, UberBlack e UberVan.

Il dibattito su Airbnb e la proposta di tassazione:

Uber, Airbnb e la digital economy che scardina le vecchie regole
airbnb 
Nella manovra correttiva da 3,4 miliardi allo studio del governo, si è ipotizzata l'introduzione di una 'tassa Airbnb', ossia una cedolare secca per le locazioni brevi 'trattenuta' già dall’intermediario anche online. L'idea è che gli intermediari immobiliari, anche se gestiscono la locazione attraverso portali online (come Airbnb), operino sui canoni locazione, all'atto dell'accredito, una ritenuta del 21% quali sostituti d'imposta. A loro carico ci sarebbe poi il versamento di questa ritenuta all'Erario e all'emissione della certificazione unica per il proprietario.

  • Sarebbe una misura "importante" secondo Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, che pur considerando "impensabile voler arrestare un fenomeno così importante e contemporaneo legato alla share economy turistica", auspica l'attivazione già nei prossimi mesi del meccanismo della cedolare secca per il pagamento delle imposte anche a chi offre un soggiorno inferiore ai 30 giorni.
     
  • Critica invece Confedilizia: il presidente Giorgio Spaziani Testa, di fronte all'ipotesi di un meccanismo automatico di applicazione della cedolare, ha ricordato che "un obbligo in tal senso, privo di correttivi, porterebbe a un aumento di tassazione per i titolari di redditi molto bassi con alte detrazioni, che normalmente scelgono l'Irpef". "Le persone fisiche che affittano per brevi periodi possono già oggi avvalersi della cedolare secca del 21%, in alternativa facoltativa all'ordinario regime Irpef", ha precisato il presidente di Confedilizia, auspicando che "non venga riesumato il testo bocciato dal Presidente Renzi lo scorso novembre, che conteneva una congerie di disposizioni (mal scritte) palesemente finalizzate ad ostacolare l'affitto".

Airbnb e l'home restaurant:

  • 17 gennaio, la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge sull'home restaurant in cui si prevede, tra l'altro, che tale attività non possa essere esercitata "nelle unità immobiliari ad uso abitativo in cui sono esercitate attività turistico-ricettive in forma non imprenditoriale o attività di locazione per periodi di durata inferiore a trenta giorni". Una norma che esclude la possibilità di organizzare cene a pagamento in appartamenti privati usati per affitti brevi, leggi Airbnb.
     
  • 11 aprile, l'Autorità garante per la concorrenza ha bocciato diversi punti del disegno di legge sulla ristorazione domestica, in attesa dell'esame del Senato. In particolare, tra le limitazioni considerate ingiustificate, c'è anche il divieto di organizzare le cene in abitazioni affittate a turisti, come b&b o Airbnb.