La Lega riparte da tv, rete e territorio

La strategia spiegata da Luca Morisi, titolare della comunicazone del Carroccio. Ma anche Forza Italia e Fratelli 'd'Italia devono imbastire strategie davanti alla nascita di un governo che li vede all'opposizione

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ANDREA RONCHINI, RONCHINI / NURPHOTO
 
Matteo Salvini, Luca Morisi

Luca Morisi, uomo comunicazione della Lega, spiega che si ripartirà dal trittico 'Trt', ovvero tv rete e territorio. "Stiamo monitorando il web. Luigi Di Maio continua a perdere consensi da 13 giorni. C'è una frenata incredibile sui like per lui, Giuseppe Conte e in generale per i Cinque stelle".

La sfida che il partito di via Bellerio intende portare avanti è quella nelle piazze, "anche se - ironizza Matteo Salvini - qualcuno vorrebbe chiuderle. M5s e Pd sono maggioranza in Parlamento ma minoranza nel Paese".

Ed è una battaglia che verrà portata avanti soprattutto se il governo toccherà Quota Cento e modificherà la legge elettorale. "Siamo pronti alla raccolta delle firme", afferma l'ex ministro dell'Interno.

La convinzione è che sulla legge elettorale arriverà di sicuro la sponda di Forza Italia. Ecco il motivo per cui Salvini ha fatto un accenno al comportamento del partito azzurro durante il suo intervento nell'Aula di palazzo Madama: "Signor Presidente, con tutto l'affetto per tutte le stagioni, per tutte le poltrone e per tutte le maggioranze, forse farà la prossima con Forza Italia o non so con chi...".

Un riferimento che al partito azzurro non è affatto piaciuto. Salvini ha poi ribadito che non ci sarà una riedizione dell'alleanza del '94. "Io punto ad allargare", ha sottolineato. Un allargamento che potrebbe arrivare anche nei gruppi, visto che si vocifera che due esponenti azzurri, Minuto e Caligiuri, stiano per passare con il Carroccio.

Ad intervenire nell'emiciclo per Forza Italia è stata tutta l'ala che mira a puntellare il perimetro dell'asse con Lega e Fratelli d'Italia. Che rigetta - parole di Gasparri - voglie centriste. Ma dietro le quinte c'è un nucleo di azzurri che intende chiudere l'esperienza con Salvini. Lo sbocco per alcuni senatori potrebbe essere quello del gruppo Misto, per trattare poi su singoli provvedimenti.

Ma le sirene potrebbero risuonare più forte con la legge elettorale di tipo proporzionale sul tavolo. "È chiaro - spiega un leghista - che chi aprirà al confronto per perorare l'inciucio all'infinito non potrà essere dei nostri in alcun modo".

Sulle riforme Forza Italia andrà a vedere le carte rendendo di fatto più difficile il coordinamento in Parlamento delle forze d'opposizione, proposta lanciata dal Cavaliere e accolta da Salvini. La Lega punta a far saltare il banco della maggioranza, mette Conte nel mirino mentre Salvini in qualche modo ha risparmiato stoccate al leader del Movimento 5 Stelle: "Proposi Di Maio premier per togliere alibi a M5s", ha rivelato. "Abbiamo un piano, andremo alle elezioni nel prossimo aprile", osserva un dirigente.

Ma in realtà l'unico progetto è quello di incunearsi nella maggioranza con leggi ed emendamenti che possano mettere in difficoltà i Cinque stelle. E al momento non è detto neanche che possa esserci un atteggiamento ostruzionistico nelle Commissioni.

"Io - argomentava durante la fiducia Borghi - non blocco nessuno, anzi voglio che Pd e M5s vadano avanti e facciano emergere tutte le contraddizioni, a partire dalla legge di bilancio". Altra polemica della giornata quella tra Meloni e Berlusconi. "Vuole metterci alla porta? Un atteggiamento padronale", osserva il presidente di Fdi. "Mai manifestata una intenzione del genere", la replica del Cavaliere. 



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