Sconto pena e domani al Colle, Cav punta riconquistare terreno

(AGI) - Roma, 2 feb. - Dopo giorni bui arriva uno sprazzodisereno per Silvio Berlusconi. Il giudice di Sorveglianza diMilano concede lo sconto di pena (45 giorni) all'ex premier,che tornera' 'libero' l'8 marzo prossimo, anche se perriottenere la piena agibilita' politica il leader azzurrodovra' aspettare almeno fino al 2018, quando potrebbe chiederela 'riabilitazione', in attesa di verificare se la ormairibattezzata norma 'salva Berlusconi' sara' confermata nelladelega fiscale. C'e' poi l'invito, recapitatogli dalcerimoniale del Quirinale, a partecipare domani alla cerimoniadi insediamento di Sergio Mattarella. Ed e' proprio suirapporti con il

(AGI) - Roma, 2 feb. - Dopo giorni bui arriva uno sprazzodisereno per Silvio Berlusconi. Il giudice di Sorveglianza diMilano concede lo sconto di pena (45 giorni) all'ex premier,che tornera' 'libero' l'8 marzo prossimo, anche se perriottenere la piena agibilita' politica il leader azzurrodovra' aspettare almeno fino al 2018, quando potrebbe chiederela 'riabilitazione', in attesa di verificare se la ormairibattezzata norma 'salva Berlusconi' sara' confermata nelladelega fiscale. C'e' poi l'invito, recapitatogli dalcerimoniale del Quirinale, a partecipare domani alla cerimoniadi insediamento di Sergio Mattarella. Ed e' proprio suirapporti con il Colle che Berlusconi 'punta' per recuperareterreno e posizioni dopo la debacle degli ultimi giorni. Ungesto giudicato 'distensivo' dai vertici di Forza Italia, mache non basta a mitigare l'irritazione per le parole delpremier, che anche oggi avverte gli azzurri: sulle riformeandiamo avanti comunque, se FI ci sta bene, ma "non ha sensorimettere tutto in discussione". Un atteggiamento di sfida cheil Cavaliere mal digerisce ma che, in ogni caso, non sortiscecome conseguenza la voglia di far saltare il patto delNazareno. Che si', ribadiscono gli azzurri, va rivisto esoprattutto ci sara' un cambio di atteggiamento da parte diForza Italia. Ma per Berlusconi, almeno al momento, lapartecipazione al tavolo delle riforme non e' messa indiscussione. Certo, e' la linea delle ultime ore, tocchera' aRenzi dare segnali tangibili. E uno di questi potrebbe essereun nuovo incontro a breve, di cui pero' per ora non si hatraccia ufficiale sulle rispettive agende. La vera matassa cheBerlusconi dovra' ora sbrogliare, e anche in tempi nonlunghissimi per evitare l'implosione del partito, e' la faidainterna che sta dilaniando le varie anime azzurre. Un tutticontro tutti, tra veleni e accuse reciproche, che rischia dilasciare solo macerie. E il silenzio dietro cui si e'trincerato da almeno tre giorni l'ex premier, senza prendereposizione ne' smentire alcuno, fa sorgere il sospetto indiversi esponenti forzisti che in realta' a Berlusconi stessonon solo non interessi farsi coinvolgere da quelle che dasempre definisce 'beghe interne', ma che anzi gli facciano perun certo verso gioco, rispondendo all'antico e piu' volte messoin pratica principio del 'divide et impera'. E che, comeaccaduto spesso in passato, alla fine nessuna rivoluzione sara'messa in atto a breve (ad ora nessuna riunione e' stataconvocata). Nella ridda di dichiarazioni e interviste, infatti,e' difficile capire, per gli stessi fedelissimi, da che partepende la bilancia del 'capo'. Di certo c'e' la messa sottoaccusa, da parte della 'cerchia ristretta', di Denis Verdini eGianni Letta, sui cui torna a tuonare oggi Maria Rosaria Rossi.Ma il senatore toscano ostenta sicurezza. A fare un passoindietro, confessa, non ci pensa proprio ("le dimissioni nonsono nel mio dna e non ne vedo le ragioni"), anzi precisa chenel patto del Nazareno, che e' "un patto politico", rientravaanche la scelta di un Capo dello Stato condiviso. Di tutto ilresto - dalle critiche della tesoriera e amministratrice unicadi Forza Italia alle le accuse di un sodalizio segreto con ilfrondista Fitto - Verdini fa mostra di non crucciarsi. Ma piu'che di 'epurazioni', taglio di teste o richieste di dimissioni,viene spiegato, Berlusconi sta pensando di occuparsi seriamentee in prima persona della rifondazione del partito. Basta litida pollaio, avrebbe tagliato corto liquidando alcuni esponentiazzurri, ora dobbiamo ripartire dal territorio (il Cavaliere inqueste ore avrebbe sondato alcuni parlamentari e coordinatoriregionali) e da una struttura piu' solida. Tra le ipotesi,circola ancora quella di dar vita a una sorta di segreteria ocomitato ristretto. Possibilita' che mette in allarme molti,convinti che sia una mossa della 'cerchia ristretta' perconquistare potere e terreno. C'e' chi parla di un cambio invista alla guida dei gruppi (tra gli altri, circolano anche inomi di Bruno e Sisto) e fanno discutere le parole di Toti chese da una parte bacchetta la "linea politica sbagliataincarnata da alcuni personaggi", pur negando la volonta' di"processi sommari", dall'altra tende una mano a Fitto,proponendo un "patto generazionale dei 40enni" e indicando,oltre al suo e a quello dell'europarlamentare, i nomi dellastessa Rossi e di Bergamini (salvo poi precisare che parlava di'spirito' e non di eta' anagrafica). Proposta che raccogliel'ironia tranchant di Brunetta: "allarghiamo il patto allegiovani marmotte". Fitto e i fittiani tacciono: in certimomenti, viene spiegato, il silenzio e' d'oro. Non c'e' nessunavoglia a partecipare al festival delle idee in liberta', e' ilcommento, meglio attendere quali decisioni assumera' neiprossimi giorni Berlusconi (ci sara' forse un faccia a facciacon Fitto), perche' su questo punto i fittiani non cambianoidea: serve una riflessione seria per imboccare finalmente lastrada giusta. (AGI).