Salvini ritorna secessionista ma rischia la scissione

(AGI) - Roma - Nella Lega tornano in agenda i temidella Padania e della sua indipendenza, proprio mentre laguerra a Tosi  [...]

(AGI) - Roma, 12 mar. - Nella Lega tornano in agenda i temidella Padania e della sua indipendenza, proprio mentre laguerra a Tosi porta ai primi annunci di 'secessione', ma daigruppi parlamentari, dei sostenitori dell'espulso leader dellaLiga Veneta. Ecco Matteo Salvini rivendicare che la sua Lega Nord non haabbandonato i temi del federalismo e dell'indipendenza dellaPadania: "Stiamo lavorando ad una grossa iniziativa conGilberto Oneto, per la prossima primavera, sull'indipendenzadella Padania e l'autonomia dei territori", annuncia daimicrofoni di Radio Padania. "Il problema - avverte ilsegretario federale - e' come arrivare al riconoscimentodell'autonomia ed a quello che Miglio riteneva lavalorizzazione delle diversita': devo avere i numeri". Salvinichiarisce che "Renzi sta facendo l'esatto contrario ma noi cistiamo preparando ad andare al governo ed a rivoltare tutto". Addii in vista, stavolta spontanei e non determinatidall'alto, si profilano invece nei gruppi parlamentari dellaLega, almeno a Palazzo Madama, in segno di protesta contro i"diktat lombardi", come li chiamano i sostenitori della lineaTosi. E' la senatrice della Lega Nord Patrizia Bisinella adannunciarlo. "Posso anticipare - afferma infatti - che non soloio ma anche altri colleghi lasceremo sicuramente il gruppo". "Prima di decidere quando - chiarisce - faremo tra di noiun confronto che e' necessario". Quanto ai numeri della scissione parlamentare dei lumbard,Bisinella si limita a dire: "Una, due o tre persone? Potrebberoessere anche di piu', tutti - sottolinea - espressione dellaLiga Veneta, perche' e' molto sentita questa contrapposizionecontro i diktat lombardi". E nei rapporti con la Lega sembrano arrivare i primisegnali del nuovo corso FI dopo l'assoluzione di Berlusconi."La Lega sotto la guida di Salvini e' profondamente cambiata:una mutazione genetica ha fatto della Lega un partito di destrae un partito nazionale", analizza Paolo Romani per il quale ilcentrodestra deve "continuare a vivere e a creare contenuti eproposte per quel popolo di moderati che e' sempre stata lamaggioranza degli italiani". In altre parole, e' il doppiobinario tratteggiato dal capogruppo FI al Senato, "questo vuoldire andare anche d'accordo con la Lega nelle regioni del Nordma non vuol dire farci imporre gli slogan elettorali dallaLega". "Siamo sempre stati noi, alla fine, a federare unacoalizione di centrodestra. Questo - rivendica il capogruppo FIal Senato - e' stato il nostro compito storico. Questo, a mioavviso, sara' il nostro compito storico e questo, a mio avviso,sara' il nostro compito nel futuro". (AGI)