Come cambiano ora le strategie di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia

Le urne cambiano i rapporti di forza, con FdI che festeggia il suo primo risultato a doppia cifra e il sorpasso su FI. Salvini guarda all'Emilia, Berlusconi pensa già al progetto Altra Italia

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TIZIANA FABI / AFP
Berlusconi, Meloni, Salvini

Dai panni del 'Capitano' a quelli del federatore, di chi vuole aggregare e puntare sempre più su un progetto inclusivo. Il giorno dopo il voto in Umbria Matteo Salvini guarda già all'Emilia. A partire dal 14 novembre quando al Paladozza verrà presentata ufficialmente la candidatura di Borgonzoni.

L'ex ministro dell'Interno ha con sè un contatore per ricordare i giorni che mancano a quello che considera un vero e proprio 'big bang' per il governo. Nel frattempo punterà a logorare Giuseppe Conte, a giocare sulle tensioni nel governo con Matteo Renzi e Luigi Di Maio, convinto che se Forza Italia al Senato terrà la maggioranza avrà le ore contate. "Non bisogna disperdere neanche un voto. Questo modello ha funzionato", la sua convinzione.

Ma dalle elezioni di ieri è emerso anche un altro dato per quanto riguarda il centrodestra: la vittoria cambia i rapporti di forza, con Fratelli d'Italia che festeggia il suo primo risultato a doppia cifra e il sorpasso su Forza Italia. Il partito di Giorgia Meloni - fanno notare da Fdi - è "la sola formazione politica che cresce" in Umbria rispetto alle ultime consultazioni, ovvero le Europee di maggio scorso.

FdI guadagna per l'esattezza 3,82 punti percentuali toccando il 10,4 per cento. Circa 14 mila voti assoluti. Nell'ambito del centrodestra, l'arretramento della Lega, che resta ampiamente il primo partito in Umbria, è minimo (-1,23% pari però a circa 17 mila voti assoluti). Forza Italia meno 0,92% (circa 5800 voti), il Partito democratico scende dell'1,65 (14 mila voti), mentre si registra un tonfo dei 5 stelle che perdono il 7,22%, quasi 35 mila voti.

Questi numeri - soprattutto se confermati alle prossime regionali - sono destinati a influire sulle scelte dei leader della nuova "Casa degli italiani", con Meloni che intende capitalizzare il suo ruolo di "seconda" all'interno della coalizione. All'indomani della vittoria della leghista umbra Donatella Tesei, per esempio, Meloni rivendica per FdI, per la prima volta 'in chiaro', le candidature alla presidenza della Regione Marche e Puglia. E fa intendere che la partita Toscana si potrebbe riaprire. Proprio la Toscana potrebbe diventare terreno di frizione con la Lega che non intende assolutamente cedere la candidatura prenotata da tempo da Salvini.

Nella Lega il successo di Fdi viene accolto diplomaticamente come un "successo di squadra", come tiene a sottolineare il leader del Carroccio. Ma non vi è particolare entusiasmo per la crescita dei compagni di coalizione, che comunque si crede attraggano voti leghisti. Anche se gli 'ex lumbard' viaggiano su percentuali incomparabili, quasi quadruplicate, e quindi non hanno particolari timori. Nella conferenza stampa odierna il capo leghista ha tenuto a ringraziare Silvio Berlusconi per la telefonata di congratulazioni ricevuta. "Ci sono delle fasi", ha detto Salvini, "quando ho preso la Lega era al 3%".

Il Cavaliere oggi ha chiamato sia Salvini che Meloni per congratularsi con loro: "Io sono assolutamente convinto che da adesso in poi faremo squadra", afferma. Rivendicando il ruolo centrale di Fi ma anche i numeri ottenuti. Perché al di là della percentuale ottenuta, occorre considerare - fanno rilevare fonti parlamentari azzurre - anche i dati delle liste civiche. Ed è proprio al civismo che guarda sempre più l'ex premier. Il progetto "Altra Italia" è in cantiere da tempo ma potrebbe essere testato alle Politiche, con una lista - con rappresentanti del mondo delle imprese - che andrebbe ad aggiungersi a quella forzista.

Intanto Salvini incassata la vittoria in Umbria, una sorta di rivincita dopo il 'colpo' accusato con la nascita del governo giallo rosso, è già concentrato sull'Emilia Romagna, Lì Salvini vuole presentare una coalizione "ancora più allargata". Perché se la Lega riuscirà a vincere in Emilia - ripetono da settimane in via Bellerio - allora difficilmente il governo reggerà l'urto.

Nella Lega sono convinti che il capo politico dei 5 stelle Luigi Di Maio, che oggi ha decretato la fine dell'alleanza con il Pd a livello locale, possa porre fine al matrimonio coi dem anche a livello nazionale. Magari non subito. Ma tra qualche tempo e in conseguenza dell'esito delle Regionali future, l'unica salvezza per Di Maio - sono certi - potrebbe essere staccare la spina e imporre un ritorno alle origini del Movimento.

Tra Salvini, Di Maio e Giuseppe Conte non vi sarebbe stato alcun contatto dai giorni febbrili della fine del governo M5s-Lega. E tra i leghisti non vi sarebbe "alcun rimpianto" rispetto a quell'alleanza. Anche se Salvini sembra allergico ai 'lacci" di un centrodestra sempre un po' polemico e litigioso. Anche ieri notte, in FdI non si sarebbe gradito l'abbandono del comitato elettorale della coalizione da parte di Tesei per andare al comitato della Lega e fare la prima apparizione sola con Salvini. Il quale però oggi ha chiarito di non essere tentato da "alcuna corsa in solitaria". In Fratelli d'Italia si considera in ogni caso che la percentuale raccolta è un segnale che d'ora in poi il partito dovrà avere maggiore voce in capitolo. 



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