Salvini e Lezzi sulla Tap la pensano assai diversamente

Botta e risposta tra il vicepremier legista e il ministro per il Sud dei 5 stelle. Al centro anche il post di Di Battista che aveva definito Tav e Tap opere inutili

Salvini e Lezzi sulla Tap la pensano assai diversamente
 (Agf)
 Matteo Salvini 
 

Frizioni nel governo tra il vicepremier Matteo Salvini e il ministro M5s Barbara Lezzi. Un botta e risposta che è arrivato dopo le dichiarazioni di Salvini che ha ribadito la sua posizione sulle grandi opere: secondo il leader della Lega per Pedemontana, Tap e Terzo valico i benefici sono superiori ai costi. Non solo, il gasdotto produrrebbe un risparmio energetico del 10%.

"Su alcune cose dovremo trovare un accordo: e l'Italia, secondo me, ha bisogno di molte infrastrutture, soprattutto al Sud. Penso alla Puglia, alla Tap. Se arriva alla fine quel gasdotto, l'energia costerà il 10% in meno": ha detto il vice premier durante il suo intervento alla festa nazionale della Lega a Cervia, dove ha ribadito l'impegno del governo a durare e ad andare avanti (Repubblica). 

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Salvini, riferendosi soprattutto al post pubblicato su Facebook dall'ex parlamentare del Movimento Alessandro Di Battista, che aveva definito Tap e Tav opere inutili, ha replicato: "Ci sono fior di tecnici e di docenti che stanno valutando il rapporto costi-benefici. Dai nostri dati, sembra che i benefici superino i costi nel caso delle pedemontane, del terzo valico e del Tap". Per la Tav, specifica il leader della Lega, "il discorso è più lungo. Bisogna calcolare fino all'ultimo centesimo. Aspetto i risultati degli studi. In linea di massima, culturalmente sono piu' per fare che per disfare. Se non fare la Tav ci costasse due, tre o quattro miliardi, è chiaro che andrebbe fatta", ha concluso (Corriere). 

La replica da parte del M5s arriva a stretto giro, ma dai banchi del governo: "Caro Matteo Salvini, in Italia servono le infrastrutture ed in particolar modo ne hanno estremo bisogno il sud e le aree interne del centro-nord. È la carenza di questo genere di investimenti che ha provocato una perdita ulteriore di posti di lavoro al sud di 300.000 unità durante gli anni della crisi. Non si è mai osservato il riparto della quota ordinaria degli investimenti per popolazione. Al sud spetterebbe almeno il 34% e siamo a poco meno del 29%. Strade sicure, ferrovie, scuole, ricerca, università, bonifiche, anti-dissesto idrogeologico, energia pulita. Questi sono gli investimenti che l'Italia aspetta". Così in un post su Facebook il ministro per il Sud Barbara Lezzi. 

Un botta e risposta che è stato subito stigmatizzato dalle opposizioni. 



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