Salvini contestato a Bologna, uova e carciofi contro forze ordine

Il leader leghista insultato da centri sociali e studenti, "pensassero a studiare". Poi lancia messaggio a Berlusconi "Ora deve scegliere"

Salvini contestato a Bologna, uova e carciofi contro forze ordine
  Salvini contestato a bologna da collettivo universitario e centri sociali scontri polizia - fb

Bologna - Scontri a Bologna tra forze di polizia e manifestanti durante la contestazione dei centri sociali che protestano contro la presenza in citta' del leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Il corteo degli attivisti ha provato a forzare il blocco in via Risorgimento a pochi metri dalla facolta' di ingegneria dove e' in programma un incontro tra il rettore dell'Alma Mater ed il leader del Carroccio. Per alcuni minuti la polizia ha caricato gli attivisti e sono volate diverse manganellate. I manifestanti hanno risposto lanciando uova, carciofi e fumogeni contro polizia e carabinieri.

"Se qualcuno contesta con le idee e' benvenuto ma non e' possibile che ogni volta Bologna sia ostaggio di un manipolo di delinquenti che vanno a scontrarsi con la polizia, che lanciano oggetti, fanno casino; quella non e' contestazione e' delinquenza e come tale va trattata". Cosi' il leader della Lega Nord ha risposto alle contestazioni dei centri sociali contro la sua presenza a Bologna. "Studiassero di piu' - ha detto Salvini a margine della visita al mercatino nel quartiere della Bolognina - farebbero meglio alla costruzione del loro futuro". Al termine dell'incontro con il rettore dell'Alma Mater, Francesco Ubertini, il leader della Lega Nord si e' intrattenuto per alcuni minuti nel cortile della facolta' concedendosi a 'selfie' con alcuni simpatizzanti. Poco distante un gruppo di universitari di ingegneria ha rivolto insulti contro il leader del Carroccio, al grido "Noi Salvini non lo vogliamo". Salvini, dal canto suo, prima di entrare in auto ha risposto ironicamente allargando le braccia e ha detto: "Siete bellissimi".

A margine dell'incontro, Salvini ha parlato di politica. "Limitare gli ingressi e aumentare le espulsioni sarebbe di buon senso subito", ha detto il leader della Lega Nord riferendosi alle politiche italiane sull'immigrazione e rispondendo a chi gli chiedeva se sia opportuno che l'Italia segua o meno l'esempio dell'Austria. Salvini ha conversato con i giornalisti a margine della visita ad un mercato a Bologna insieme a Lucia Borgonzoni, candidato leghista alle prossime elezioni amministrative. In precedenza il leader leghista era intervenuto a Radio Padania parlando del suo rapporto con Silvio Berlusconi. "Riconosco che ha fatto molto, ma io sono pronto - ha detto -. Nelle prossime settimane Berlusconi dovrà scegliere che tipo di futuro vuole per sé e Forza Italia, se lo vuole come in Veneto dove governiamo insieme, o se lo vuole come a Roma, dove sta insieme a Fini e Casini".

In un successivo collegamento con la 'Aria che tira' su La7, dal mercatino Francesco Albari della Bolognina, Salvini aveva poi parlato della corsa a sindaco di Roma. "Marchini come persona mi puo' anche stare simpatico, ma quando ha dietro gente che di disastri ne ha fatti abbastanza, e i cittadini romani sanno di cosa si sta parlando, io preferisco la coerenza". Salvini ha spiegato così le sue presunte 'incongruenze' sul candidato scelto alla fine da Berlusconi, che inizialmente aveva mostrato di gradire: "Preferisco giocarmi la partita con la Lega - ha detto - con le liste civiche, con i liberali, con Giorgia Meloni, che hanno una idea di citta' molto diversa da quella di tutti gli altri. Poi saranno i romani fortunatamente a scegliere". Ricordando poi la vicenda Bertolaso, Salvini ha aggiunto: "Quando mi proposero Bertolaso candidato, io alle sue prime dichiarazioni, e sentendo le idee che aveva per Roma, ho detto no. E sono stato attaccato da tutti. Berlusconi che mi ha detto 'ma sei irriconoscente, Bertolaso e' un genio". Evidentemente non era così - ha sottolineato - perché lo hanno scaricato tutti quanti". In quanto alla candidatura di Parisi a Milano, Salvini ha ricordato di essere stato il primo a suggerirla. "Non mi interessa mettere la bandierina della Lega dappertutto - ha detto - mi interessa il programma, e se l'idea di Milano che ha Parisi coincide con la mia, viva Parisi e viva Lega, io non ha preclusioni per nessuno pur di mandare a casa Renzi".(AGI)