Roma: eventuale mozione sfiducia discussa non prima di 10 giorni

(AGI) - Roma, 8 ott. - Il sindaco di Roma, Ignazio Marino,cesserebbe dalla carica "in caso di approvazione di una mozionedi sfiducia, votata per appello nominale dalla maggioranzaassoluta dei componenti il consiglio". E' l'ipotesidisciplinata dall'articolo 52 del decreto legislativo 267/2000,ovvero dal Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli entilocali. La mozione "deve essere motivata e sottoscritta daalmeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare atal fine il sindaco e il presidente della provincia, e vienemessa in discussione non prima di dieci giorni e non oltretrenta giorni dalla sua presentazione". Se la

(AGI) - Roma, 8 ott. - Il sindaco di Roma, Ignazio Marino,cesserebbe dalla carica "in caso di approvazione di una mozionedi sfiducia, votata per appello nominale dalla maggioranzaassoluta dei componenti il consiglio". E' l'ipotesidisciplinata dall'articolo 52 del decreto legislativo 267/2000,ovvero dal Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli entilocali. La mozione "deve essere motivata e sottoscritta daalmeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare atal fine il sindaco e il presidente della provincia, e vienemessa in discussione non prima di dieci giorni e non oltretrenta giorni dalla sua presentazione". Se la mozione vieneapprovata, si procede allo scioglimento del consiglio e allanomina di un commissario. .