Roma: centrodestra esulta. In campo Marchini-Meloni, dubbi Cav

(AGI) - Roma, 8 ott. - La prima reazione e' di soddisfazione.Del resto, ormai da tempo sia Forza Italia, che Lega e Fratellid'Italia chiedono a gran voce le dimissioni del sindaco diRoma. Ma ora che la situazione e' precipitata e Ignazio Marinoha presentato le sue dimissioni da primo cittadino dellaCapitale, bisognera' rimboccarsi le maniche per cercare unasoluzione unitaria e tentare di arginare il vento romanodell'antipolitica, che soffia a vele spiegate a favore delMovimento di Beppe Grillo. Per questo, anche se le ipotesi incampo sono ancora in una fase embrionale, potrebbe acquistare

(AGI) - Roma, 8 ott. - La prima reazione e' di soddisfazione.Del resto, ormai da tempo sia Forza Italia, che Lega e Fratellid'Italia chiedono a gran voce le dimissioni del sindaco diRoma. Ma ora che la situazione e' precipitata e Ignazio Marinoha presentato le sue dimissioni da primo cittadino dellaCapitale, bisognera' rimboccarsi le maniche per cercare unasoluzione unitaria e tentare di arginare il vento romanodell'antipolitica, che soffia a vele spiegate a favore delMovimento di Beppe Grillo. Per questo, anche se le ipotesi incampo sono ancora in una fase embrionale, potrebbe acquistarenotevoli chance Alfio Marchini. Anche se, viene spiegato dafonti azzurre, ma anche vicine al Carroccio, il fatto cheMarchini poco meno di un mese fa si sia autocandidato a sfidarei due 'Mattei' per la poltrona di palazzo Chigi fa storcere ilnaso nel centrodestra: non e' che ci ritroviamo una sorta diIgnazio Marino in salsa capitolina? E' il timore. Ovvero, se -al di la' delle battute e delle dichiarazioni politiche - il'guaio' del sindaco dimissionario e' stato - si riflette - diessere troppo avulso dai partiti e dalla politica, e ritenersiun 'marziano' capace di rivoluzionare la Capitale senzaascoltare consigli, il rischio e' di ritrovarsi "in casa unaltro esempio del genere". Insomma, e' troppo presto - vienespiegato - per tracciare una strategia chiara. Certo e' che incampo resta la possibile candidatura di Giorgia Meloni - leipero' ha finora frenato - salutata con favore sia da Salviniche da Forza Italia, con Toti. Ma anche la carta Meloni nonriscontra il favore di tutti. A Silvio Berlusconi, vienespiegato, non dispiacerebbe un outsider, alla stregua delsindaco di Venezia. O un esponente vicino a Forza Italia ma nonetichettabile come politico di professione. Salvini, pero', hagia' voluto mettere il cappello: "Ora la Lega e' pronta per farripartire Roma", afferma. Un modo, viene sottolineato, per farcapire agli alleati che la Lega vuole voce in capitolo. Lapartita su Roma, poi, potrebbe allargarsi e rientrare in unrisiko piu' ampio di candidature. C'e', infatti, chi ipotizzache la casella del candidato al Campidoglio possa essereutilizzata come 'merce' di scambio per la partita sul dopoPisapia a Milano, dove non e' un mistero che la Lega ha datempo messo gli occhi. Ma tra i big azzurri che hanno proprionella Capitale il loro bacino di voti, gia' inizia larivendicazione di una sorta di diritto di prelazione sullascelta del candidato e il timore di lasciare a Fratellid'Italia una pedina cosi' importante. Una cosa e' certa,spiegano i fedelissimi del Cavaliere: le elezioni romanesaranno una occasione per rilanciare il partito e puntare alballottaggio, magari con i grillini. Perche', e' ilragionamento dell'ex premier con i suoi, il Pd a questo puntoe' fuori gioco. Ma un'attenzione particolare sara' comunquedata alle mosse d Renzi: se dovesse optare per Gabrielli, tantopiu' dopo un eventuale successo del Giubileo, allora loscenario potrebbe cambiare. Insomma, troppo presto per fareipotesi concrete, anche se al momento la bilancia oscilla tra inomi di Marchini e Meloni. (AGI).