Riforme: rischi voto segreto, su contromosse Pd 'naviga a vista'

(AGI) - Roma, 29 set. - Riforme: maggioranza e governo naviganoa vista. Troppe le incognite sul numero degli emendamenti cheGrasso riterra' ammissibili, ma a 'pesare' sono anche lematerie su cui il presidente del Senato dara' il via liberaalle votazioni segrete. Viste le tensioni fin qui registrate tra Pd, governo eseconda carica dello Stato, la maggioranza, spiega piu' di unafonte parlamentare, ha alcune difficolta' a mettere a punto,sin da ora, una strategia per tentare di sminare i rischi chepotrebbero derivare dal segreto dell'urna. Troppi, infatti, imalumori interni alla maggioranza e, soprattuto, in

(AGI) - Roma, 29 set. - Riforme: maggioranza e governo naviganoa vista. Troppe le incognite sul numero degli emendamenti cheGrasso riterra' ammissibili, ma a 'pesare' sono anche lematerie su cui il presidente del Senato dara' il via liberaalle votazioni segrete. Viste le tensioni fin qui registrate tra Pd, governo eseconda carica dello Stato, la maggioranza, spiega piu' di unafonte parlamentare, ha alcune difficolta' a mettere a punto,sin da ora, una strategia per tentare di sminare i rischi chepotrebbero derivare dal segreto dell'urna. Troppi, infatti, imalumori interni alla maggioranza e, soprattuto, in Areapopolare. Domani si parte con le votazioni sugli articoli 1 e 2. Ede' sull'articolo 1 che 20 senatori, da regolamento, potrannochiedere il voto segreto (Calderoli lo ha gia' preannunciato).La maggioranza, pero', sta studiando le contromosse, anche sela strada "e' accidentata e non consente di fare previsioni",e' il ragionamento, e l'ultima parola spetta comunque a Grasso. Tra le ipotesi allo studio, uno dei piani del governo,riferiscono altre fonti parlamentari, sarebbe quello di tentaredi impedire le votazioni segrete sull'articolo 1, chiedendo divotare prima l'articolo 10 del ddl Boschi, relativo alprocedimento legislativo che, se approvato, 'cangurerebbe'tutte le possibili votazioni a scrutinio segreto. La strategia,prevederebbe il ricorso a un emendamento, presentato dal Pd,che consente, se ammesso, di anteporre il voto sull'articolo 10a quello sull'articolo 1. Sulla praticabilita' di questasoluzione, tuttavia, pesano i dubbi dei tecnici legislativi. Afar optare per questa strada e' stato il precedente in primalettura: Grasso, allora, non ammise votazioni segretesull'articolo 10 in quanto riguarda le procedure legislative.Ma non e' detto, viene ancora fatto notare, che inquest'occasione possa ripetersi il 'bis'. Tanto che lamaggioranza stessa avrebbe deciso di lasciare in sospeso questasoluzione, in attesa di conoscere le dinamiche d'Aula. D'altraparte, che la decisione del presidente Grasso di pronunciarsisull'ammissibilita' degli emendamenti volta per volta, ovveroarticolo per articolo, crei non pochi problemi al governo, none' un mistero: "Il presidente Grasso svolge il suo compito, maio svolgo il mio, e sarebbe stato meglio avere il giudizio diammissibilita' sul complesso degli emendamenti per favorireun'intesa politica necessaria", osserva il sottosegretarioLuciano Pizzetti, per il quale "fino a quando non sappiamo severranno dichiarati ammissibili gli emendamenti all'articolo 2e se sara' rispettato il principio della non emendabilita' perla doppia lettura conforme, risulta difficile avviare unconfronto sulle norme transitorie", l'articolo 38. Al momento gli emendamenti sono 383.500 in totale. Fraquesti anche le modifiche chieste dalla minoranza Pd che, vieneconfermato, per ora restano e non saranno ritirate. Riguardanoanche l'articolo 2, anche se non il comma 5 dopo l'intesa conla maggioranza sull'elezione dei nuovi senatori da parte deiconsigli regionali, ma in conformita' delle scelte deicittadini. Restano, spiegano ancora dalla minoranza dem, perrispetto al ruolo autonomo del presidente Grasso. Sul tavolo ci sono ancora da sciogliere gli ultimi 'nodi'sulle modifiche alla norma transitoria, ovvero quella chedisciplina le modalita' di elezione, e che si chiede siacoerente con l'accordo raggiunto. Altra questione da scioglierele modifiche da apportare all'articolo che disciplina la plateache deve eleggere il presidente della Repubblica. A creare malumori all'interno del Pd - viene spiegato - e'stato anche il 'metodo' scelto da Grasso per 'depennare' unacerta quantita' degli emendamenti di Calderoli. La secondacarica dello Stato, infatti, ha accolto solo gli emendamenti diCalderoli gia' presentati in commissione Affari costituzionali(circa 500 mila), motivando la decisione con il fatto chequesti erano stati dichiarati ricevibili dalla presidenza dellacommissione. Una decisione che ha scontentato le opposizioni(FI parla di "precedente pericoloso", mentre Salvini invita ilpresidente a "vergognarsi" e Calderoli, pur ringraziandoGrasso, richiama i "tribunali speciali del ventennio, mentre i5 Stelle parlando di "dittatura"), ma anche il partito dimaggioranza: il capogruppo del Pd, Luigi Zanda, nel'denunciare' "l'attentato al funzionamento del Senato" da partedi Calderoli, ha sottolineato che "la firma autografa degliemendamenti presentati in Aula e' un requisito da considerarenecessario", mentre sono stati considerati ricevibili anchequelle richieste di modifica con firma digitale. (AGI)