Riforme: bicameralismo addio Opposizioni in trincea

(AGI) - Roma, 13 ott. - Tre quarti del percorso sonocompletati, ora tocca alla Camera per la quarta ed ultimalettura. Le riforme costituzionali promosse da Matteo Renzicompiono un decisivo giro di boa. Il si' del Senato spalanca leporte all'approvazione definitiva (i numeri a Montecitorio sonotali da permettere una facile previsione positiva). Il senatoapprova, e con il suo nullaosta Palazzo Madama non sara' piu'lo stesso: il bicameralismo va in soffitta, nella speranza diuno snellimento dei lavori parlamentari e dell'attivita'legislativa, che ora dovrebbe essere piu' rapida. La cronaca della giornata registra innanzitutto i

(AGI) - Roma, 13 ott. - Tre quarti del percorso sonocompletati, ora tocca alla Camera per la quarta ed ultimalettura. Le riforme costituzionali promosse da Matteo Renzicompiono un decisivo giro di boa. Il si' del Senato spalanca leporte all'approvazione definitiva (i numeri a Montecitorio sonotali da permettere una facile previsione positiva). Il senatoapprova, e con il suo nullaosta Palazzo Madama non sara' piu'lo stesso: il bicameralismo va in soffitta, nella speranza diuno snellimento dei lavori parlamentari e dell'attivita'legislativa, che ora dovrebbe essere piu' rapida. La cronaca della giornata registra innanzitutto i numeri: 179 si', 16 voti contrari e 7 astenuti. Numeri confortanti perla maggioranza. Ma il parto non e' stato indolore. Non sonoriforme condivise, e lo si e' visto anche oggi, con undibattito in cui sono emersi anche rancori e amarezze.Soprattutto quando parla Giorgio Napolitano le opposizionilasciano l'Aula. L'ex Capo dello Stato prende la parola perdare il suo imprimatur alle riforme costituzionali e lacontestazione di Forza Italia e grillini assume caratteristichesenza precedenti: a gruppi quasi compatti si alzano e se nevanno. Era stato annunciato, ma questo non elimina per nullal'effetto delle immagini: l'unico politico ad essere confermatoal Quirinale al termine di un mandato presidenziale, tra gliapplausi scroscianti di tutti i settori del Parlamento, oggi e'sottoposto ad un trattamento quasi umiliante. E' SilvioBerlusconi a dare il via, lontano dall'Aula, alla protesta. Lasua prima osservazione e' tutta politica: "Il combinatodisposto di questo Senato, con una sola Camera che legifera, eil fatto che un solo partito puo' prendere il comando, ci portaverso una non democrazia". Piu' esplicito Roberto Calderoli: e'la riforma come la sognava Licio Gelli. Poi ancora Berlusconied il gruppo decidono la protesta. Il M5S, da parte sua, fa lostesso. Anche nelle parole di Pietro Grasso, pronunciate dopo ilvoto finale, emerge in controluce tutta la difficolta' delpercorso appena compiuto. "E' stato un percorso lungo e segnatoda momenti tesi: non sono state settimane facili", scrive suFacebook, "In coscienza posso dire che in un clima cosi'infuocato ho fatto di tutto per rimanere imparziale senzalasciarmi condizionare dalle ragioni degli uni o degli altri". Di tono diverso il commento di Matteo Renzi. "Grazie a chicontinua a inseguire il sogno di un'Italia piu' semplice e piu'forte: le riforme servono a questo", sottolinea legittimamentesoddisfatto. Ma una cosa e' certa: non sono state riformecondivise. .