Riforme: Bersani frena, Boschi "indietro non si torna"

(AGI) - Roma- Se ieri l'intesa all'interno del Pdsulle riforme sembrava vicina all'essere siglata, oggi lamediazione in atto registra una  

(AGI) - Roma, 19 set. - Se ieri l'intesa all'interno del Pdsulle riforme sembrava vicina all'essere siglata, oggi lamediazione in atto registra una brusca frenata. A far discuteree a suscitare la dura reazione dei vertici del partito sono leparole dell'ex segretario Pd, Pierluigi Bersani, che non soloribadisce che l'accordo si raggiunge solo sul Senato elettivo,ma rilancia la necessita' che si riveda la proporzione deinumeri dei parlamentari tra Camera e Senato. "Le ultime affermazioni di Bersani sono sinceramenteincomprensibili e portano a una situazione di inutiledivaricazione", afferma la vicesegretaria del Pd DeboraSerracchiani, secondo la quale "alzare continuamente la postapotra' essere una tattica accettabile a poker, ma sconcertantequando si parla di un tema serissimo come le riformeistituzionali. E' stato dimostrato che la volonta' di dialogarec'era e c'e', ma non puo' essere solo da una parte. Romperel'intesa non ha senso e fino all'ultimo - conclude Serracchiani- spero che Bersani non vorra' accollarsi il peso di questaresponsabilita'". Duro anche il renziano Marcucci: "I veti nonpossono far parte di un accordo". Non e' da meno il presidentedel partito, Matteo Orfini: "Non bisogna ritornare indietro digiorni: siamo vicini a una soluzione, c'e' bisogno di buonsenso e non di radicalizzazione. Credo che chi ha avuto unruolo importante nella direzione del partito sa quanto e'importante l'unita' e dovrebbe non chiedere che la posizionedella minoranza diventi la posizione del Pd. Dovrebbe inveceaiutarci a costruire una soluzione, che e' vicinissima". Ma il ministro Maria Elena Boschi e' categorica: "no aiveti, discutiamo ma che questa discussione non sia latentazione di ricominciare da capo, perche' cosi' ciinfileremmo nell'immobilismo all'italiana". Insomma, per Renzie il governo indietro non si torna. E a questo punto, ladirezione di lunedi', che sembrava profilarsi come unappuntamento in cui sancire l'intesa interna, rischia diritrasformarsi in una resa dei conti tra minoranza dem emaggioranza. Tanto che Roberto Giachetti torna ad invocare leurne: "Questa riforma Bersani l'ha votata cosi' come e' adesso.Se poi ora ha cambiato idea, ok. Ma l'impressione e' che inrealta' una parte della minoranza del Pd voglia rompere aprescindere. L'obiettivo non e' piu' il listino o la doppiaconforme, ma far saltare le riforme. Siamo ormai agli ultimatumdella minoranza. Caro Matteo, te lo dico da un anno: con questinon farai mai la riforma. Ci porti a votare?". La sinistra del Pd, dal suo canto, non arretra: "nessuncompromesso al ribasso", avverte Roberto Speranza, "noirestiamo fermi su posizioni di merito: cento senatori debbonoessere eletti direttamente dai cittadini. Non ci possono essereambiguita'". Le distanze tra le posizioni, quindi tornano adessere enormi: la maggioranza accusa la sinistra dem di volerela spaccatura: "Mi pare di capire che Bersani si stia prendendouna bella responsabilita', quella di chiudere sull'accordosulle riforme", dice Walter Verini. Tenta di gettare acqua sulfuoco il vicesegretario Lorenzo Guerini, che interpellato sulleparole di Bersani, se secondo lui sono un tentativo dirimettere in discussione tutto, replica: "Spero proprio che nonsia cosi'". (AGI).