Renzi, Verdini non entra in maggioranza

Il premier: possibile Pil a +1,5% nel 2016

Renzi, Verdini non entra in maggioranza
 Matteo Renzi (Agf)

 Roma  - Verdini non entra nella maggioranza di governo. Lo ha confermato il premier, Matteo renzi, dalla poltrona di Porta a Porta. 

Il presidente del Consiuglio ha commentato positivamente anche l'intervento del presidente della Bce: "benissimo le cose di Draghi. Oggi e' andata meglio. In Italia ci sono troppe banche. Mps e' una banca che ha attraversato vicissitudini pazzesche ma oggi e' risanata e ha un bel brand. In questo processo che credo duri qualche mese dovra' trovare qualche partner perche' dovra' stare insieme ad altri. Di certo - ha aggiunto - il cambio con il sistema bancario tedesco non lo farei neanche morto".

Quanto alle ultime tensioni con la Commissione Europea, il premier ha ribadito che "non sto litigando" in Ue e con Juncker "perche' faccio le 'bizzette' o perche' sono un attaccabrighe ma perche', dopo anni che per anni l'Italia e' in Europa a dire solo 'si' grazie', adesso fa domande e si fa sentire. Ora voglio dire si' a cose che funzionino per noi e per gli altri", ha aggiunto. "Quando a Bruxelles hanno fatto un po' di battutine sull'Italia per impaurirmi, ho pensato: 'se vogliono uno piu' rissoso di me vi mando Calenda che e' bravissimo sui dossier'". Poi, ha aggiunto, "gli ambasciatori sono bravissimi".

Sull'economia italiana "l'obiettivo del Pil per quest'anno all'1,5 o all'1,6% e' credibile, alla nostra portata. Poi neanche il mago Otelma puo' dirlo... Quest'anno finiamo ad uno 0,8"

Sulle unioni civili ci stiamo incartando? "Spero di no", ha risposto il premier. "Di certo sono molto contrario all'utero in affitto. E' una pratica che ritengo sia giusto proibire e in Italia non c'e'". E comuque "nessun problema se il ministro Galletti partecipera' al family day. Penso che si debba imparare ad ascoltare"

Sulle riforme ha ribadito che "se dopo aver detto per due anni e mezzo che le riforme andavano fatte, vado dai cittadini e perdo che faccio? Divento come tutti gli altri e mi aggrappo alla poltrona? Se perdo vado a casa" ha detto Renzi confermando che lascera' l'incarico se al referendum sulle riforme prevarranno i no. "Secondo me questo referendum comunque lo vinciamo", ha aggiunto ribadendo che a suo giudizio la legislatura finira' alla scadenza naturale.

"Ci sta di andar sotto su un emendamento, puo' succedere. Non mi preoccupa andare sotto, ma mi ha dato fastidio che dai banchi di tre gruppi dell'opposizione si siano alzati per sbeffeggiare il Governo quando in tribuna c'erano i parenti delle vittime. Credo che la legge al Senato sara' approvata", ha concluso commentando la giornata parlamentare sulla legge sull'omicidio stradale.

Sulla nomina di Marco Carrai a consulente alla cyber security, il presidente del Consiglio ha detto: "sarei felice, ma deve decidere se vuole venire a darci una mano. Se accetta di rimetterci i soldi volentieri, spero lo faccia", ha aggiunto il premier che ha anche escluso che al consulente verrebbe data la qualifica di agente segreto: "E' roba da film", ha commentato. "Questa figura - ha sottolineato - inoltre, "rispondera' all'autorita' delegata che risponde al nome di Marco Minniti, non a me".

(21 gennaio 2016)