Renzi, rispetto tutti ma vado avanti, no Pd spaccato

(AGI) - Roma, 26 set. - "Non c'e' piu' spazio per iprofessionisti della mediazione. Ovvero gli acrobati dei 'se',dei 'ma' e dei 'forse'". Ernesto Carbone, componente dellasegreteria Pd ed assai vicino a Matteo Renzi e' tranchant. SuTwitter posta la chiusura totale alla trattativa interpretandoil pensiero di Renzi sulla delega Lavoro in vista delladirezione del Pd di lunedi'. "Non ci sara' alcun pasticcio, condivido alla lettera leparole del ministro Poletti", ha fatto sapere da New York ilpremier, "faremo una riforma fatta bene che sara' degna diquesto nome". Poi accanto a Sergio Marchionne,

(AGI) - Roma, 26 set. - "Non c'e' piu' spazio per iprofessionisti della mediazione. Ovvero gli acrobati dei 'se',dei 'ma' e dei 'forse'". Ernesto Carbone, componente dellasegreteria Pd ed assai vicino a Matteo Renzi e' tranchant. SuTwitter posta la chiusura totale alla trattativa interpretandoil pensiero di Renzi sulla delega Lavoro in vista delladirezione del Pd di lunedi'. "Non ci sara' alcun pasticcio, condivido alla lettera leparole del ministro Poletti", ha fatto sapere da New York ilpremier, "faremo una riforma fatta bene che sara' degna diquesto nome". Poi accanto a Sergio Marchionne, neglistabilimenti Chrysler, spiega di non essere "interessato aldiscorso tra correnti politiche, a quello che fa un singoloesponente del mio partito. Ho un'unica grande, straordinariapreoccupazione: ridurre il numero dei disoccupati e faremotutto cio' che e' necessario". E si e' anche detto certo che,alla fine, il Pd non si spacchera', salvo chiudere di molto lospiraglio sull'ipotesi di salvare il reintegro. La minoranza ancora spera che una mediazione sia possibile.Pierluigi Bersani lo dice chiaro: "Continuo a pensare che unasintesi sia possibile, e che questa possa portare a una riformamigliore e piu' efficace. La base di discussione puo' essere laproposta di Boeri e Garibaldi". Nel merito, insomma, perBersani l'accordo e' possibile, ma il problema pare piu'politico: "Se si ragiona e si smette di cercare un nemico algiorno, fuori e dentro il Pd, si puo' trovare una soluzionepiu' forte e piu' seria, che funzionera' di piu' anche per ilgoverno e per il premier. Se invece non si riuscisse, siandrebbe incontro a un percorso complicato...". Un percorso che riguarda la legge delega da martedi' all'esamedell'aula, ma che investe la legge di stabilita'. FrancescoBoccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e'netto: "sara' particolarmente utile e necessario per tuttiallineare la discussione sulla riforma del lavoro a quellasulla prossima legge di stabilita', avendo, nel piu' brevetempo possibile, i dati dal governo sul quadro programmaticodel prossimo anno e del triennio 2015- 17". Un percorso complicato quindi, i renziani lo sanno. "Laminoranza ha gia' in mente di dare battaglia anche sulla leggedi stabilita', gia' sappiamo che quella sara' la prossimatrincea". Un antipasto di quanto si sta preparando per iprossimi mesi, che vede coinvolti i prossimi prevedibilipassaggi istituzionali e che vede schierato un campo assai piu'ampio di quello esclusivamente politico. Oggi si e' aggiuntaanche la Cei a sollecitare piu' concretezza e meno slogan.Parole che Renzi assicura di rispettare. Parole un po' menodiplomatiche, invece, quelle usate dal premier verso i 'salottibuoni'. "Per tornare a fare l'Italia siamo pronti, se servira', afare battaglie in Parlamento e a sfidare i poteri forti, anchese piu' dei poteri forti temo i pensieri deboli" ha assicuratoda New York. A nessuno e' sfuggito l'editoriale del Corrieredella Sera di due giorni fa e molti vi hanno visto lo squillodi tromba di un mondo che aveva sostenuto il premier ma che orane e' disamorato. Un passaggio cruciale sara' sicuramentel'elezione del nuovo Capo dello Stato, che molti si attendonoper i primi mesi del 2015, anche se Giorgio Napolitano ha piu'volte spiegato che non ci si deve avventurare in "premature epoco fondate ipotesi e previsioni". Di fatto comunque solo ilPresidente della Repubblica puo' sciogliere le Camere e laminaccia di voto anticipato e' una rivoltella sempre caricasulla scrivania di palazzo Chigi. Ma serve il si' delQuirinale. E tutti si dicono certi che solo il futuro inquilinodel Colle dira' quel si'. Dunque la sua elezione sara' una veratenzone tra due schieramenti. Tra chi vuole che il patto delNazareno continui a dare i suoi frutti e porti a casa leriforme e chi invece vuole che quel patto salti e non vuole alQuirinale un inquilino che sia garante di tale intesa. I'nemici' del patto, come si e' potuto sperimentare nel corsodelle votazioni dei due componenti della Consulta, non siannidano solo nelle fila della maggioranza, ma anche in quelledi Forza Italia. "Chi vuole far saltare il patto del Nazareno -spiega chi conosce bene il mondo della politica ma anche icosiddetti poteri forti - dara' battaglia proprio durantel'elezione del Capo dello Stato, in qualunque momento cio'avverra'". L'opzione A, per Renzi, infatti, resta quella di portare atermine la legislatura: riforma della legge elettorale, riformadel Senato entro la primavera e in giugno il referendumcostituzionale. Una nuova legittimazione per l'operato delpremier, dopo quella delle elezioni europee, senza pero'passare dallo choc del voto anticipato che in Europa nessunovorrebbe. Ma questa e' l'opzione A, e sara' possibilepercorrerla solo se il meccanismo parlamentare non siinceppera', se il Pd si ricompattera' e il percorso riformatoreproseguira' senza troppe fibrillazioni. Altrimenti, Renzi hapiu' volte spiegato che il suo governo e lui stesso non hannopaura del voto. .