Renzi, "prima riforme poi il Quirinale". Duello con Forza Italia

(AGI) - Roma, 17 dic. - Approvare la legge elettorale alSenato prima dell'elezione del Capo dello stato. E' l'obiettivoindicato da Matteo Renzi ai senatori Pd. Riforme dopol'elezione del nuovo inquilino del Colle, chiede invece ForzaItalia. E' un braccio di ferro sul 'timing' delle riforme, manaturalmente denso di questioni politiche piu' che legate alcalendario tout court, quello che si ripropone anche oggi traFI e Pd. E sullo sfondo, ma con un impatto di peso suldibattito politico, da Forza Italia arriva un attacco al Capodello Stato perche' "questa stabilita' da lui richiesta diventa

(AGI) - Roma, 17 dic. - Approvare la legge elettorale alSenato prima dell'elezione del Capo dello stato. E' l'obiettivoindicato da Matteo Renzi ai senatori Pd. Riforme dopol'elezione del nuovo inquilino del Colle, chiede invece ForzaItalia. E' un braccio di ferro sul 'timing' delle riforme, manaturalmente denso di questioni politiche piu' che legate alcalendario tout court, quello che si ripropone anche oggi traFI e Pd. E sullo sfondo, ma con un impatto di peso suldibattito politico, da Forza Italia arriva un attacco al Capodello Stato perche' "questa stabilita' da lui richiesta diventa- osserva Il Mattinale - sequestro della democraziaparlamentare, imposizione di compiti che al Quirinale nonspettano". A fare la prima mossa e' i premier, che incontrando isenatori dem chiede che la legge elettorale vada in aula apalazzo Madama subito dopo la pausa natalizia, con la garanziadi una clausola di salvaguardia nella legge che preveda non unanorma transitoria ma una data certa per l'entrata in vigore deltesto. Ma a stretto giro di posta gli 'azzurri' formalizzanonel corso della Capigruppo di Montecitorio la richiesta che leriforme, ddl costituzionale e legge elettorale, venganoapprovate solo dopo l'elezione del nuovo Capo dello Stato. Atale richiesta, a quanto pare, la presidenza della Camera harisposto facendo osservare che si affrontera' la questione soloquando verra' posta esplicitamente. E cioe' quando quellavariabile che tutti danno ormai per acquisita, ma che neancheieri il diretto interessato ha toccato, verra' effettivamenteverificata. Ovvero, quando si avra' la certezza delle avvenutedimissioni del Presidente della Repubblica dal suo secondomandato. A dare subito risposta alle richieste FI sono invece iDemocrat. "Riforme e Presidenza della Repubblica sono su duepiani da tenere ben distinti", avverte Roberto Speranza."Nessuno scambio e nessun ricatto puo' essere accettato",scandisce, via twitter il capogruppo Pd alla Camera. Il duelloa mezzo social prosegue con Renato Brunetta che diceall'omologo Dem che "riforme e Presidenza della Repubblica sonofacce della stessa medaglia". E anche Brunetta ripropone unpolemico "no a forzature, ricatti o scambi". Secca la risposta del Pd: "Se Forza Italia o altri hannointenzione di andare per le lunghe o fare melina, deve esserechiaro che il Pd andra' avanti lo stesso per cambiare la leggeelettorale", perche' il calendario indicato da Renzi vienegiudicato dal partito di maggioranza "assolutamente stringentee urgente". Ad ogni modo, le votazioni sugli emendamenti al ddl riformeinizieranno in Aula alla Camera a partire da giovedi' 8gennaio. E questo e' stabilito dalla Conferenza dei capigruppodi Montecitorio. Di riforme alla Camera entro il 31 gennaio hainvece parlato Matteo Renzi nel corso dell'assemblea del gruppoPd al Senato, stamane di buon'ora. (AGI).