Renzi, no tagli a Sanita' e aumenti su sigarette

Il premier, "se passa l'Italicum al via fondo di 500 milioni per la povertà. E la cinghia la stringono i politici". Nella buona scuola "non tutto ha funzionato come volevamo"

Renzi, no tagli a Sanita' e aumenti su sigarette
 renzi - afp

Roma - Tagli alla Sanità? "Queste informazioni sono sbagliate" lo assicura Matteo Renzi intervenendo a 'Unomattina'.  "Nella Sanita' siamo a quota 112 miliardi di euro, gli investimenti continueranno a crescere rispetto al 2016". Il riferimento è alla notizia filtrata dai quotidiani secondo cui il governo avrebbe previsto nella Spending Review  un taglio di 1,5 miliardi di euro nella Sanità. Una misura cui il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, si sarebbe già opposta.  No anche all'aumento delle accise sul fumo:"E' finito il tempo in cui i politici consideravano i cittadini un bancomat - continua il premier - Con me le tasse non aumenteranno". E aggiunge: "le tasse in Italia sono alte, bisogna abbassarle. No agli aumenti sulle sigarette. Non si possono spremere i cittadini". 

Quanto all'Italicum, "chiederemo agli altri partiti quali sono le loro idee. Il problema e' che al ballottaggio puo' vincere uno con pochi voti". Se qualcuno ha delle idee migliori sulla legge elettorale le tiri fuori, altrimenti e' un dibattito surreale. Attendo qualcuno che faccia delle proposte", afferma il premier. Poi aggiunge: "se passa il si' al referendum "ci sara' un fondo di 500 milioni di euro per la poverta'. E la cinghia la stringono i politici" precisa Matteo Renzi. "Dalla politica i soldi passerebbero alla poverta'".

Responsabilita' sulla campagna elettorale dai toni troppo accesi sul referendum? "Io ho cercato di sparecchiare il tavolo da tutti i problemi. Parliamo solo del referendum, non piu' delle cose personali" dichiara il premier. "Mi hanno dato del dittatore, a me dispiace che il vice presidente della Camera consideri l'Italia una dittatura e lo dico da italiano".

Poi l'Ue con le regole imposte da Bruxelles che "l'Italia sta rispettando". Altri paesi "non le stanno rispettando: perche' va ricordato che c'è la regola del deficit ma anche la regola del surplus primario che la Germania non rispetta. Se le regole valgono deve valere per tutti" afferma Renzi. "A Bratislava come negli altri vertici, porto la voce di un Paese che si e' stancato di ricevere la lista delle cose da fare", aggiunge il premier. 

Un Paese la cui economia "va un po' meglio di prima ma ancora non bene come noi vorremmo. Siamo intorno al +1%, che e' poco rispetto ai nostri sogni ma e' molto di piu' di come era prima. E' come se la macchina che andava contromano avesse fatto inversione e si fosse messa nella giusta direzione" osserva Renzi.

Sulla buona scuola "non tutto ha funzionato come avremmo voluto" ammette Matteo Renzi. " Sugli insegnanti quello che abbiamo sbagliato, discutiamone, ma finalmente, dopo vent'anni - osserva il premier -, ci sono 100mila insegnanti che non vivono piu' di supplenze. Cio' che dovra' essere migliorato lo faremo, perche' quelli che dicono che fanno tutto bene sbagliano, perche' non e' cosi'". (AGI)