Renzi: momento piu' difficile della legislatura ma guardo avanti

(AGI) - Roma, 16 giu. - "E' il momento piu' difficile e piu'affascinante dell'intera legislatura", ammette il presidentedel Consiglio nel corso dell'assemblea dei deputati Dem."Questa legislatura finira' nel 2018", assicura Matteo Renziche intanto serra i ranghi e torna in modalita' rottamazione,almeno per quanto riguarda le liturgie del confronto politico."Tutta la discussione politica e' sul fatto che in alcunecitta' abbiamo perso i ballottaggi. E' evidente che quando icittadini dicono 'non ci sei piaciuto, scegliamo un altro'bisogna riflettere", ragiona tornando sul risultato del testamministrativo. "Oggi abbiamo un clima economico nel Paese che

(AGI) - Roma, 16 giu. - "E' il momento piu' difficile e piu'affascinante dell'intera legislatura", ammette il presidentedel Consiglio nel corso dell'assemblea dei deputati Dem."Questa legislatura finira' nel 2018", assicura Matteo Renziche intanto serra i ranghi e torna in modalita' rottamazione,almeno per quanto riguarda le liturgie del confronto politico."Tutta la discussione politica e' sul fatto che in alcunecitta' abbiamo perso i ballottaggi. E' evidente che quando icittadini dicono 'non ci sei piaciuto, scegliamo un altro'bisogna riflettere", ragiona tornando sul risultato del testamministrativo. "Oggi abbiamo un clima economico nel Paese chespinge per ripartire e su questo dobbiamo puntare", rivendicaRenzi per dirsi convinto che "questo Paese ha un sacco dipotenzialita'" e per avvertire che "non ne possiamo piu' di unragionamento per cui quando si parla di politica si discutesolo del nostro ombelico". E' il giorno della partecipazione alsalotto tv di Bruno Vespa, dopo il breve 'speech' all'assembleadei deputati Pd per l'elezione di Ettore Rosato a successore diRoberto Speranza alla presidenza del gruppo. Ma e' anche, eforse soprattutto, il giorno dell'intervista a La Stampa in cuil'inquilino di Palazzo Chigi fissa alcuni paletti: "Questeelezioni dicono con chiarezza che con il 'Renzi 2' non sivince. Devo tornare a fare il 'Renzi 1'", aveva scandito. Ilche voleva dire, per esempio, "infischiarmene dei D'Attorre edei Fassina e riprendere in mano il partito". 'Cortesie' che lostesso Fassina ricambia con il medesimo tenore: "La scissionel'hanno fatta gia' gli elettori, che in numero moltoconsistente, prima in Emilia Romagna poi nelle altre regioni,non hanno partecipato al voto, non hanno votato Pd. Dopodiche',e' evidente che dovremo fare un bilancio, perche' cosi' nonva". Ma c'e' un altro passaggio, in quell'intervista, cheriaccende le polveri, oltre alle tensioni mai sopite nelpartito. Quando dice "adesso basta, si cambia", Renzi ricordache "tra un anno si vota nelle grandi citta': Torino, Milano,Bologna, Napoli, forse Roma". Un accenno a una possibilita'tecnica che arriva pero' dal presidente del Consiglio. E dalsegretario del partito cui appartiene il sindaco di Roma: "Setorna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo", glimanda a dire Renzi. La linea non cambia durante laregistrazione di Porta a porta: "Sia il sindaco chel'amministrazione si guardino allo specchio e decidano quelloche si deve fare", perche' "chi e' in grado di governaregoverni, e se non sei in grado vai a casa". E anche qui arrivala replica a muso duro di Fassina: "Ho trovato le parole diRenzi sul sindaco di Roma, Marino, indecenti". Matteo Orfini,presidente dell'Assemblea nazionale Pd e commissario delpartito a Roma, conferma a Marino un appoggio "forte e deciso"ma non blinda la Consiliatura a fronte di quanto puo', sullacarta, accadere sulla base delle valutazioni di Gabrielli:"Tecnicamente nessuno puo' dire 'no, non accadra' mai' perche'e' il prefetto a chiedere lo scioglimento all'esecutivo.Quindi, anche per una questione di galateo istituzionale,nessuno puo' dire oggi che il Comune di Roma non sara'commissariato. Noi staremo tranquilli a Roma solo quando tuttii problemi della capitale saranno risolti". .

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