Renzi incassa il si' sul Jobs Act Divisa la minoranza del Pd

(AGI) - Roma, 29 set. - Matteo Renzi porta a casa il si' delladirezione del Pd a un documento che modifica la delega lavoro

Renzi incassa il si' sul Jobs Act Divisa la minoranza del Pd

(AGI) - Roma, 29 set. - Matteo Renzi porta a casa il si' delladirezione del Pd a un documento che modifica la delega lavoroaccogliendo alcuni rilievi delle minoranze, ma la mediazioneche si era cercata fino all'ultimo fallisce, la minoranza sidivide tra 20 voti contrari e 11 astenuti. La lungadiscussione, oltre quattro ore, della direzione Pd sul Jobs Actha visto momenti al calor bianco con gli interventi di MassimoD'Alema e Pierluigi Bersani. E una relazione del segretariovolta a scuotere il partito.

Renzi ha spronato la direzione a "superare i tabu' delpassato" e ha posto due elementi di metodo: nessuno usi laclava, "se la minoranza non sono i Flinstones, io non sono laTatcher", e se e' vero che serve un compromesso, non lo si deveraggiungere "a tutti i costi".

Il Pd, ora, forte del suo 41 percento non deve temere "le trame altrui", i "poteriaristocratici". Ora "dobbiamo andare all'attacco" togliendo leposizioni di rendita ai tanti che ne hanno goduto.

Detto questo"se vogliamo dare diritti ai lavoratori, non lo facciamodifendendo una battaglia che non ha piu' ragione di essere",come quella sull'articolo 18. Renzi ha aperto ai sindacati, ma li ha anche sfidati: "Sonodisponibile a riaprire la sala verde di palazzo Chigi laprossima settimana a Cgil-Cisl-Uil, ma li sfido sullarappresentanza sindacale, il salario minimo, la contrattazionedi secondo livello".

Il premier ha anche annunciato lostanziamento, gia' nella legge di stabilita' di fondi per gliammortizzatori sociali.

Mentre parte della minoranza apprezzavaalcuni punti di aperture del premier e si sedeva al tavolodella trattativa con il vice segretario Lorenzo Guerini, ilsusseguirsi degli interventi di Massimo D'Alema prima ePierluigi Bersani poi, faceva capire che la strada per lamediazione era in salita. L'ex presidente del consiglio,in particolare, ha definito l'azione del governo Renzi "tuttaimprontata a slogan e spot" quando, invece, servirebbeun'azione piu' "riflessiva" perche' "per occuparsi di certitemi, non occorre sapere le cose. Ma, certo, studiare sarebbeutile".

In particolare, D'Alema ha rimproverato a Renzi lavolonta' di operare sul mercato del lavoro in una fase direcessione: "Stiglitz spiega infatti che si riforma il mercatoquando c'e' la crescita. Ma Stiglitz, mi rendo conto, e' unvecchio rottame della sinistra. Un premio Nobel. Premio chedifficilmente vedranno i giovani consiglieri del Pd...".

Ancora piu' duro Bersani che ha accusato il premier esegretario di partito di ricorrere al metodo Boffo per metterea tacere il dissenso interno. A nulla sono valsi, dunque, itentativi di mediazione e l'appello del presidentedell'assemblea ed esponente dei giovani turchi Matteo Orfiniche ha chiesto di non disperdere i passi avanti fatti nelladiscussione di oggi.

Mentre dall'esterno rimbalzavano i giudizi negativi di Cgile Uil, la trattativa diventava sempre piu' difficile e il noalla richiesta di una parte di area riformista di votare ildocumento finale per parti separate ha consegnato al voto unadirezione in cui l'86 per cento ha votato a favore della lineadel segretario (130 componenti) e le minoranze si sono divisetra astenuti (11 voti)e contrari (20 voti). "la minoranza si e'divisa", nota tra il soddisfatto e il sollevato un esponente dispicco del Pd. Da domani il testo della legge delega sara'all'esame del Senato e la battaglia si spostera' su alcuniemendamenti.