Renzi inaugura il museo dei Bronzi, "serve Italia che dice sì" - Video

Il premier a Reggio Calabria e Catania, poi tappa a Palermo. A3, il taglio del nastro il 22 dicembre

Renzi inaugura il museo dei Bronzi, "serve Italia che dice sì" - Video
 Renzi a Reggio Calabria

Reggio Calabria - "Serve la determinazione e il coraggio di un'Italia che dice si' e che sa provarci". Matteo Renzi arriva a Reggio Calabria, prima tappa di un minitour al Sud, e inaugura il Museo nazionale, riaperto dopo 10 anni di lavori a singhiozzo. E proprio davanti ai Bronzi di Riace, ivi conservati, sottolinea che il museo  "e' un simbolo" di un Paese che chiude tutti i cantieri aperti, termina le opere e riparte. "C'e' bisogno di prendere un impegno tutti insieme: per i prossimi due anni le polemiche lasciamole ai professionisti della polemica". Accompagnato dai ministri Graziano Delrio e Dario Franceschini, il premier visita i nuovi spazi espositivi e firma i patti per la Calabria, che prevedono una serie di investimenti per la regione, e per la citta' metropolitana di Reggio Calabria".

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 "Il dato del 15 per cento dei turisti stranieri al Sud e' poco, ma e' in miglioramento. Quando siamo arrivati nel 2014, l'intera area sotto Roma aveva un dato di turisti stranieri inferiore alla provincia di Bolzano"nota Renzi ."Ma non vi viene la rabbia nel cuore quando pensate che insieme Calabria, Puglia, Sicilia e Campania, tutto questo ben di Dio, per non parlare della Sicilia, fa meno della provincia di Bolzano?". "A noi pero' non ci pagano per arrabbiarci  ma ci pagano per risolvere i problemi". 

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La visita e' così l'occasione per un annuncio: l'autostrada A3, Salerno-Reggio Calabria, sara' completata entro l'anno ed inaugurata il 22 dicembre. Nel prossimo mese di luglio, prosegue il premier, sara' effettuato un nuovo sopralluogo sui cantieri dell'autostrada ed in quella occasione si parlera' anche degli interventi per la strada statale 106 jonica. Mentre per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto, "sicuramente e' alla nostra attenzione ma prima ci sono da completare opere piu' importanti come la Salerno-Reggio Calabria e la situazione relativa ai collegamenti, per esempio l'alte velocita' Napoli -Palermo. Solo dopo si potra' parlare del ponte sullo Stretto". E il passo ulteriore, assicura, e' la banda larga. 

Non manca l'ennesima frecciata ai "professionisti delle polemiche", "quelli che, dalla mattina alla sera, vogliono dire sempre di no su tutto, quelli a cui non va bene mai niente, quelli che vogliono raccontare il Sud soltanto come una scenografia di criminali. Poi ci sono quelli che, molto modestamente, con tutti i loro limiti, con tutte le difficolta', provano a dire si'. A questa Italia che dice si' vorrei che si unisse il coraggio e la determinazione del popolo calabrese".

Renzi insiste: "Vorrei che ci fosse l'impegno di chi non ne puo' piu', di chi per parlare male dell'Italia vive nel mondo dei no. Con tutto il rispetto, con tutta l'umilta', con tutto il coraggio necessario, oggi si inaugura un museo, oggi si firmano due patti, ma oggi, soprattutto, credo che dobbiamo dare spazio all'Italia che ha voglia di dire si' al futuro. Dirlo in un museo archeologico e' ancora piu' bello perche' questo passato ha senso soltanto se noi saremo capaci di investire nel futuro". 

Un passaggio è dedicato alla lotta contro la 'ndrangheta. "La battaglia contro la criminalita' non e' vinta, per questo siamo in prima fila con i giudici, con le forze dell'ordine, con le forze vive della societa' civile che combattono contro la 'ndrangheta", assicura.

Dopo Reggio Calabria, il  premier fa tappa a Catania. "Catania e' una citta' bella l'ho appena visitata dall'alto, piazze, chiese, il rapporto con la cultura romana e greca. E subito pensi in questo teatro alla cultura e quanto e' grande il nostro Paese. Un paese di straordinarie bellezze. La parola orgoglio deve tornare ad occupare il dizionario della politica. L'orgoglio di essere italiani visto che questa parola e' stata poco usata", afferma appena arrivato al Teatro Massimo Bellini; anche nella citta' etnea , Renzi arrivare per siglare, con il sindaco Enzo Bianco, il Patto per Catania. 

 

 

Nel suo intervento, Renzi spazia dai migranti al terrorismo."L'Africa e' il continente con il maggior tasso di crescita. Alcuni Paesi hanno il tasso di crescita superiore a quelli di altri Paesi del Sud Est asiatico. Se attrezziamo l'Italia per un dialogo vero col Mediterraneo, se riusciamo a fare del Mediterraneo il cuore della nuova Europa, ci renderemo conto che questo e' il modo concreto per evitare che nostri fratelli e sorelle muoiano in mare", dice. Mentre a proposito degli attentati, osserva: "Coloro che hanno ucciso a Charlie, al Bataclan, a Bruxelles, non sono persone venute da fuori, ma nate, cresciute, educate nelle nostre scuole europee. In pezzi interi delle nostre comunita' si e' perso il senso dell'identita'. Laddove manca un luogo d'aggregazione indentitario, e' piu' facile che si creino situazioni di pericolo". "Cio' che accade a livello internazionale chiama in ballo la questione culturale: se l'Italia - aggiunge- non fara' mai mancare il proprio impegno, e' anche perche' cio' che e' accaduto negli ultimi mesi in Europa non e' soltanto un problema che viene dall'esterno, ma e' un problema che nasce nelle nostre periferie".

L'ultima tappa di Renzi e' Palermo, il deposito tram di Roccella, a Brancaccio, per la firma del patto per la citta'. Una folla lo accoglie all'interno dell'edificio, segno della nuova strategia pubblica della mobilita' cittadina. Prima di arrivare, il premier rende omaggio a Pio La Torre, il leader del Pci siciliano ucciso dalla mafia 34 anni fa, nel luogo dell'agguato, in via Li Muli. Presenti, tra gli altri, il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, il governatore Rosario Crocetta, il sindaco Leoluca Orlando e il prefetto Antonella De Miro. 

 "Oggi abbiamo portato un fiore nel luogo dell'agguato a Pio La Torre per dire che la lotta contro la criminalita' organizzata, la mafia, contro tutte le forme di illegalita', non e' una priorita' degli uni contro gli altri, ma per tutti gli italiani e deve essere una battaglia che deve unire tutte le persone per bene", sottolinea Renzi, secondo cui "nel racconto nel nostri martiri c'e' la sfida per il futuro, per la liberta'. Dobbiamo essere all'altezza della nostra responsabilita'".

(AGI)