Renzi, fiducia su unioni civili perché non possibili rinvii

Il premier su Facebook, "è un giorno di festa per tanti. Scriviamo un'altra pagina importante dell'Italia che vogliamo"

Renzi, fiducia su unioni civili perché non possibili rinvii

Roma - "E' un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi". Matteo Renzi, su Facebook, contestualizza cosi' la giornata dominata dalla fiducia e dal voto finale a Montecitorio per le unioni civili. 

Le opposizioni e la Cei criticano Renzi, può rappresentare una sconfitta per tutti 

Una festa, dice il presidente del Consiglio, "per chi stanotte ha fatto fatica a prendere sonno, per chi da giorni ci scrive chiedendo dove festeggiare, per chi semplicemente non sta piu' nella pelle. E' un giorno di festa per tanti, oggi. In queste ore decisive tengo stretto nel mio cuore il pensiero e il ricordo di Alessia. E questo mi basta. Perche' le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie. Per chi ama, non per chi proclama. Scriviamo un'altra pagina importante dell'Italia che vogliamo". Il riferimento di Renzi e' ad Alessia Ballini, consigliera regionale toscana scomparsa nel 2011. Gia' nel suo viaggio a Cuba nell'ottobre scorso il pensiero di Renzi ando' alla sua concittadina: "Mentre correvo sul Malecon ho pensato a chi piu' di ogni altro avrebbe apprezzato questo viaggio. E che e' stata con me anche se adesso non c'e' piu'. Lei e' Alessia Ballini e ancora ho in mente il suo sorriso quando, ormai sette anni fa, mi obbligo' a partecipare a un convegno in Palazzo Medici sul tema dei diritti civili con Mariela Castro, che ho incontrato in un incontro con la comunita' italiana a Cuba. Alessia - scrisse ancora Renzi - che e' stata con me in giunta in Provincia e poi consigliere regionale ha perso la sua battaglia contro il tumore qualche anno fa. Ma noi, suoi amici, la portiamo con noi. Portandola con me a Cuba, dove per anni ha provato a convincermi ad andare, e' come se fosse tornata a casa". 

E' la giornata di Sebastiano e Maria Laura che si salutano con un abbraccio e un sorriso, due degli attivisti di associazioni Gay e Lgbt che si sono dati appuntamento in piazza del Parlamento per assistere dalle tribune al voto della Camera sulla legge che riconosce anche in Italia le unioni civili.
E' la giornata di polemiche incrociate, nelle dichiarazioni di voto, con la prima chiama a Montecitorio poco dopo le 14 e la previsione di arrivare al voto finale, e definitivo visto che si vota sul testo approvato dal Senato, intorno alle 19. (AGI)