Renzi accelera su Italicum, "Non gioco a Monopoli"

(AGI) - Roma, 1 dic. - Parla del voto alle Regionali, edesclude che sull'affluenza abbia pesato il 'Jobs act'. Parladel quadro in evoluzione, del Grillo "che salta" e del Salvini"che s'avanza". Ma Matteo Renzi alla direzione Pd parla anche,e soprattutto, della legge elettorale e qui arriva un'altrastoccata a Silvio Berlusconi. "Non c'e' alcuna ragione per ritardare la legge elettorale.La proposta di Berlusconi di scegliere prima il prossimo Capodello Stato va restituita al mittente. Questo tentativo sarebbeinaccettabile", torna a dire anche oggi, da una sede ufficialee in diretta streaming, come vogliono i

(AGI) - Roma, 1 dic. - Parla del voto alle Regionali, edesclude che sull'affluenza abbia pesato il 'Jobs act'. Parladel quadro in evoluzione, del Grillo "che salta" e del Salvini"che s'avanza". Ma Matteo Renzi alla direzione Pd parla anche,e soprattutto, della legge elettorale e qui arriva un'altrastoccata a Silvio Berlusconi. "Non c'e' alcuna ragione per ritardare la legge elettorale.La proposta di Berlusconi di scegliere prima il prossimo Capodello Stato va restituita al mittente. Questo tentativo sarebbeinaccettabile", torna a dire anche oggi, da una sede ufficialee in diretta streaming, come vogliono i tempi. Anzi,esemplifica il presidente del Consiglio, "ritardare sulla leggeelettorale e sulla riforma della Costituzione sarebbe azzerare,ritornare a 'Vicolo Corto' senza passare dal via". Insomma, non stiamo giocando a 'Monopoli', e' il messaggioindirizzato a palazzo Grazioli. Trattamento che, in logica 'bipartisan', tocca peraltroanche alla minoranza Dem. Gianni Cuperlo ricorda che nellaprecedente direzione era stato chiesto di votare il pacchettodelle riforme 'a scatola chiusa' per tener fede all'accordo conBerlusconi e osserva che "oggi pare che quel contraente non siapiu' disponibile a rispettare almeno rispetto al timingstringente" e domanda allora se "questo patto esiste ancora, e'solido, scricchiola, ha bisogno di un tagliando?". DavideZoggia ipotizza allora che se davvero e' cosi' "si potrebberofare in Parlamento delle modifiche utili al Paese e al nostropartito". La risposta che arriva da Renzi e' netta: "Sullalegge elettorale non e' immaginabile riaprire sui punticondivisi dal Pd, Ncd, Scelta civica e per il 90% da FI". Finisce con il voto che approva a larghissima maggioranza(2 soli contrari) la linea di Renzi che, a richiesta diD'Attorre, precisa che modifiche condivise da chi ha gia'sottoscritto l'accordo sull'Italicum sarebbero ben accette.Altrimenti si procede sul cosiddetto Italicum 2.0. La leggeelettorale "va calendarizzata il prima possibile", ricordaallora un presidente del Consiglio che dalla direzione Pdspinge sulla "fretta" di chiudere sulla modifica del sistema divoto, secondo gli accordi presi. "C'e' un accordo migliorativorispetto all'Italicum 1.0., e' ora di tradurlo in legge" e "nonperche' vogliamo andare a votare ma perche' un ritardo sarebbeinaccettabile, sia per i motivi per cui Napolitano ha accettatoil secondo mandato e sia agli occhi dei cittadini". "Qualcuno - sottolinea - lamenta che si e' scesi troppo conle soglie per i piccoli partiti, ma questo era inevitabile conil premio alla lista". Altro messaggio, in primo luogo ai 5 Stelle, cui "nonstiamo chiedendo un'alleanza politica, nessuna stranacoalizione, ma dobbiamo vedere se su alcune cose di buon sensoriusciamo a farli discutere". Dossier Emilia-Romagna. "Si e' innanzitutto vinto", rimarcail leader Pd che respinge l'analisi sull'astensionismo fruttodella contrarieta' al 'Jobs act' come "superficiale, parziale ediscutibile". E qui Renzi si concede anche la citazione di "unalettura marxiana se non marxista": "Spero - scherza - di nonessere smentito da Cuperlo ma trovo il rischio di unainterpretazione del mondo laddove dovremmo cambiarlo. Il temae' quello di inserire questo ragionamento dentro il quadro diprofonde modifiche che stiamo vivendo nel Paese". Certo, l'astensionismo c'e' stato, e semmai "condivido lalettura di Diamanti e questa analisi mi preoccupa. Avendoscelto di innervare sulle regioni le riforme, ci deveinteressare una scarsa credibilita' delle Regioni ed e'preoccupante il dato, soprattutto per il giudizio che vienedato sulle regioni". Meglio non dimenticare, aggiunge, che "avanza una nuovadestra, Grillo salta e il Pd e' sopra il 40% ma deve deciderecosa fare da grande. Fuori dalle nostre discussioni c'e'Salvini che e' riuscito a far estasiare la Le pen: bravo, nonera facile. C'e' una destra che gioca una carta per lapreoccupazione sull'immigrazione in modo spregiudicato. Lanuova destra non deve essere sopravvalutata, bisogna guardarlanegli occhi, senza avere paura". Rivendica, Renzi, che "il Pd ha fatto sostanzialmentesaltare Beppe Grillo. Se si e' stancato lui, figuriamoci chi loha votato", osserva il presidente del Consiglio. "I 5 Stelleavevano caricato tutto sulle europee, sono andati a sbatterecontro quel dato avuto dal Pd. E' quel dato che ha scaturito lafine, provvisoria o meno, di Beppe Grillo". E si torna alle riforme: "Certo, hanno votato meno persone,questo quindi vuol dire che dobbiamo fermarci sul percorsodelle riforme? Voglio il voto della direzione su questo, vogliocapire se la direzione del Pd e' convinta, come me, che leriforme vadano accelerate non ritardate". E parlando di risultati, considerate, dice Renzi al suopartito, che "il Pd ha raccolto risultati significativi. Ilrisultato e' molto positivo in Emilia-Romagna, siamo a meta'tra le regionali e le europee, e' il segno che non era unconsenso legato a una persona ma a una esperienza, che il Pdpuo' portare l'Italia fuori dalle sabbie mobili". .