Renzi a Firenze, campagna porta a porta per riforme

Il premier contestato a Firenze da un gruppo di persone che protestava contro il dl Banche

Renzi a Firenze, campagna porta a porta per riforme
 Matteo Renzi (Le Figaro)

Firenze - Il presidente del consiglio Matteo Renzi è nella sua Firenze, al teatro Niccolini, per la prima tappa del tour delle riforme. "Fino a ottobre serve una gigantesca campagna porta a porta per chiedere se si vuole riportare l'Italia a due anni fa o andare a testa alta verso il futuro", ha detto il premier che ha subito una contestazione al suo arrivo. Ad attenderlo, una cinquantina di persone che si sono presentati come i "truffati del decreto banche". Eludendo i controlli di sicurezza, hanno raggiunto il premier all'ingresso del teatro intonando "buffone, buffone" e mostrando cartelli con su scritto: "Fino all'80 per cento? Ancora una volta truffati" e "risparmiatori di serie A e risparmiatori di serie B ancora una volta truffati".

Renzi annuncia: le unioni civili in Aula l'11 o 12 maggio. A naso servirà la fiducia

Durante il comizio in teatro, Renzi ha risposto alle contestazioni e ha spiegato: "Abbiamo salvato i correntisti, più che le banche. In passato si sono fatti prestiti molto discutibili. Sul tema delle banche abbiamo messo fine a questa lunga vicenda e diciamo: portiamo le banche a dare credito ai territori ai piccoli e medi imprenditori e ai piccoli artigiani". Il premier ha poi sottolineato che "è la prima volta dalla crisi che la classe media ha cominciato a risparmiare". Parlando delle riforme, Renzi ha spiegato che "l'Italia ha recuperato i problemi che aveva. Ogni deputato metterà la faccia su quello che voterà". "Anni fa l'Italia era incastrata in una depressione politica - ha aggiunto -. Si chiedeva di abbassare le tasse e si rimase per sei mesi a discutere su come chiamare la tassa che si voleva eliminare. A fronte di questo - ha detto ancora Renzi - è accaduto che le riforme improvvisamente hanno cominciato a a realizzarsi: il Parlamento è uscito dall'incantesimo e le cose sono state fatte".

"A quelli che dicono che la nostra riforma è contro quello che volevano i Costituenti - ha detto poi il presidente del consiglio - diciamo che stiamo utilizzando proprio un articolo voluto dai padri costituenti: il bicameralismo paritario non è quello che volevano i padri costituenti. Non si trovarono d'accordo e fecero una norma transitoria dicendo 'così non va bene'". "Girerò come un globe-trotter. Siamo a un bivio tra l'Italia che dice sempre sì e l'Italia che dice solo no", ha detto ancora il presidente del consiglio che poi ha annunciato che "i comitati saranno diecimila in tutta Italia, dalle dieci alle cinquanta persone per comitato. Adesso diventa un bivio tra l'Italia che dice sì e l'Italia che dice solo no". (AGI)