Renzi a conferenza fine anno tra Jobs act, Europa e Quirinale

(AGI) - Roma - La parola del 2015 e' ritmo e l'Italiace la fara'. Sara' un anno decisivo e non bisogna sprecaretempo. Con grinta il premier "coach", Matteo Renzi, guarda alfuturo del Paese e ribadisce: si andra' al voto nel 2018,perche', spiega, "a me conviene sempre andare alle elezioni, maall'Italia no". Nella conferenza stampa di fine anno il premier rispondealle domande dei giornalisti: concentrato sulle operazioni disalvataggio del traghetto italiano andato a fuoco, annuncia chele vittime "sono salite a 5", esclude l'effetto contagio dallaGrecia all'Italia; difende le riforme e

(AGI) - Roma, 29 dic. - La parola del 2015 e' ritmo e l'Italiace la fara'. Sara' un anno decisivo e non bisogna sprecaretempo. Con grinta il premier "coach", Matteo Renzi, guarda alfuturo del Paese e ribadisce: si andra' al voto nel 2018,perche', spiega, "a me conviene sempre andare alle elezioni, maall'Italia no".

Nella conferenza stampa di fine anno il premier rispondealle domande dei giornalisti: concentrato sulle operazioni disalvataggio del traghetto italiano andato a fuoco, annuncia chele vittime "sono salite a 5", esclude l'effetto contagio dallaGrecia all'Italia; difende le riforme e la legittimazione diSilvio Berlusconi di "stare al tavolo", perche' e' stato votatoda milioni di persone e Forza Italia senza lui non esiste;sulla riforma del lavoro dice che "siamo al derby ideologicocostante" e specifica: "ho chiesto di togliere il riferimentoal pubblico impiego dal Jobs Act.

Su questo sono pronto alconfronto in Parlamento"; quindi conferma gli obiettivi delGoverno per la spending review, si rifiuta di giocare altotonomine sul Quirinale; spiega che "i gufi sono coloro cheparlano male dell'Italia" e non del Governo, e sulla corruzionee' fermo: "gli sconti si fanno al supermercato e non aicorrotti".

"Mi sento un po' come Al Pacino in 'Ogni maledettadomenica', dove il coach dice ai suoi che ce la possono fare. Noi stiamo dicendo agli italiani che l'Italia ce la puo'fare,che la squadra ce la puo' fare, ogni centimetro e' importante",osserva il presidente del Consiglio che torna sul tema Europa:"Il partito degli euroscettici crescera' se non cambiamol'Europa e si prendera' Paesi dalla grande, grande tradizioneeuropea".

Sul Quirinale, Renzi replica subito: "io non giocoall'indovina chi". E ancora: "quando arrivera' il momentosaremo nelle condizioni di esprimere un nome attorno al qualesi coaguli la maggioranza prevista dalla costituzione el'affetto di tutti gli italiani", ma sia chiaro che non e' "none' un voto di fiducia sulla maggioranza".

Immediate le repliche delle opposizioni alle parole delpremier: come un pifferaio magico vende fumo per cambiamento,tuonano i gruppi M5S di Camera e Senato. "Lasciamolo parlarepoverino, mi ricorda Mario Monti. Noi prepariamo il dopo-Renzi,l'Italia merita di meglio", scrive su facebook il leader dellaLega Matteo Salvini. E il capogruppo FI al Senato, Paolo Romanicommenta: "e' forte il disincanto e l'amarezza ascoltando ildiscorso del premier Renzi per un esecutivo che non riesce amantenere le sue promesse in termini di crescita economica ebenessere dei cittadini. (AGI)